lunedì 10 dicembre 2012

Amori - 2. La banda del furgone nero

esclusivo!!!     Hot!!!    ... solo su dreamer passion ...
due protagoniste della storia, i cui nomi non posso svelare... Ma sì, sono Kate e Angelica!

Questo racconto fa parte del percorso tematico Scrivere 

Dalla pazza penna di Dreamer arriva la seconda scabrosa e peccaminosa puntata di

amori.. 
Racconto a puntate
Storie diverse e distanti che si intrecciano, vite e destini legati per insospettabili motivi, avvenimenti che ti segnano... (attenzione, è una storia con argomenti piuttosto adulti)
                     
Non hai letto l'inizio? Vai alla prima puntata di "Amori"!!!



Mentre Barbara è corteggiata dal collega Luigi e dall'elegante Dean...

conosciamo Jessie, amica di Barbara, aspirante fotomodella, fidanzata con Alan.

Jessie Mix - disegno by Nadia Semprini _Dreamer

amori 2 - la banda del furgone nero 

Jessie Mix è una cara amica di Barbara, ma non si vedono da un po' di tempo. 
Mentre Barbara riposa davanti alla tv, mangiandosi una pizza, suona il telefono ed è proprio Jessie.
"Come va?" le chiede Barbara, non troppo entusiasta. E' pur sempre la sera dopo Luigi e dopo la macchinetta del caffé, e la notte precedente ha dormito poco e niente con un incubo tremendo.

"Bene, ma hai una voce... qualcosa non va?" domanda Jessie.
"Niente, niente, dimmi tutto!"
"Sai quel fotografo superbravo di cui ti parlavo a Natale quando ci siamo viste in quel bar?"
"Fammi pensare... quello della campagna pubblicitaria del profumo Snow?" c'era anche poco da pensare: Jessie ne aveva parlato ininterrottamente per mesi! Ma non poteva dirglielo in faccia...
"Alexander Hatchingson, proprio lui, il fotografo delle dive!"



"Ma cosa è successo? L'hai contattato per caso?" la sparava lì Barbara. Figuriamoci se poteva averlo fatto.
"E allora, hai presente quel viaggio negli Stati Uniti per lo stage?" continuava Jessie, cercando di essere precisa e abbondante nei particolari. Mentre l'amica pensava solo: taglia, vai al sodo!
"Noi ragazze eravamo alla sede di "Downtown Trolley" per il servizio fotografico di prova. Sai, quella rivista che parla del centro modaiolo delle grandi città come Washington D.C. ad esempio."
"Sì, sì, mi avevi mostrato la copertina su internet, sciccoso!" Partecipata, per niente entusiasta, ma per un'amica si finge anche il coinvolgimento.
"Brava, hai capito di cosa parlo, un giornale famosissimo! E all'improvviso non ci dicono di andare a Miami? Subito, corriamo..." e ancora si dilunga frenetica e incontenibile. "Andiamo a Miami ed eccolo là, proprio mr. H in persona!" e fino a qui, tra le altre cose, Barbara lo sapeva già. 



Un bellissimo modello di mr Hutchingson, John Frontone - by dreamer
Jessie era ripetitiva, e non se ne rendeva conto! Poteva raccontare lo stesso aneddoto anche dieci volte, se riguardava la moda e la carriera!

La novità, che richiese ancora una mezz'ora buona per essere raccontata, stava nella fortunata coincidenza per cui Hatchingson cercasse per la sua nuova idea proprio delle ragazze come quelle del servizio fotografico fatto da Jessie. Preferibilmente le stesse ragazze, che cercarne di nuove sarebbe costato di più che mettere su un aereo le originali. Senza contare che quando mr. H si metteva in testa un'idea, niente poteva più dissuaderlo. Tutto un concetto che, oltre ad essere poco plausibile, a Barbara sembrava una cosa riportata, ingigantita dal sentito dire. Cosa sapeva di quell'uomo? Niente. Cosa si poteva realisticamente conoscere di un progetto in corso? Molto meno di questo, erano solo illazioni e congetture. E lei, Barbara, lo sapeva: ogni lancio pubblicitario era coperto dal massimo riserbo, la concorrenza è ovunque spietata, ti rubano le idee e le presentano con un giorno di anticipo e sei fregato... Ma evidentemente, dal punto di vista delle modelle era così, un grande chiassoso formicaio di gente che fa rimbalzare notizie e pettegolezzi infiniti. La parrucchiera ha detto, il truccatore ha sentito che, la stilista può giurare di aver visto coi suoi stessi occhi quella tal cosa... oh, come capiva le piccole pazzie del backstage! Nella sua carriera ne aveva frequentati parecchi. Quello di Jessie però li batteva tutti, accidenti che chiacchieroni!


Sospiro, sospirone. Barbara non amava fare tante chiacchiere e poi la pubblicità era finita e il suo film andava avanti senza che lei capisse più niente! Era una prima visione... 
Rabbia, non poteva chiamare in un altro orario?
"... e allora come puoi immaginare" continuava l'altra "il mio Alan non voleva, geloso com'è! Però come fai a buttare via un'occasione del genere, su" 
Barbara non aveva afferrato il concetto, guardava fisso lo schermo sperando di captare da quel boccheggiare muto il senso del film... 

amori.. 
                                                                                               A love story? A crime?


Ma se voleva godersi il finalone doveva troncare la telefonata: "Hai ragione da vendere, Jessie! Fallo senza problemi, quando ti ricapita? Il mio consiglio è sì, mille volte sì!"
"Oh, grazie, Babi, mi hai tolto un peso! Ciao" 
"Ciao bella, baci baci"
Wow! Ho fatto presto! pensò Barbara. Ma cosa voleva? Cosa deve fare? Boh.


A mille chilometri di distanza, Jessie era al settimo cielo, convinta, senza più dubbi, felice: "Lo faccio davvero. Lo dice anche la Babi che è giusto!"

"Fai cosa, piccola?" 
"Mamma, ascoltavi? Niente di che, una ricerca." 
Entrò la madre, la signora Phoebe, una bella signora americana originaria di Phoenix. Sposata a un italiano e trasferitasi qua. Per le figlie, solo nomi che le ricordassero la terra natia. Poi, però per via del cognome del padre, Bianchi, erano nati i primi problemi.
Quella grande idea, Jessie alla madre non l'aveva perdonata. Ma vi rendete conto? A scuola era stato un martirio: Jessie Bianchi, che suona come "gessi bianchi"... per non parlare della classica frase: "Jessie Bianchi alla lavagna!". Sì, non erano stati gli anni più belli della sua vita. Per questo aveva chiesto ed ottenuto, appena possibile, di cambiare ufficialmente cognome. Potendoselo inventare, scelse Mix. Le sembrava significativo, era così un mix di tutto, non era come sua madre, nemmeno come il padre. Un discorso lungo, ogni tanto ne parlava anche sul suo diario. Proprio una Jessie Mix.


Vuoi leggere la pagina di diario dove Jessie parla del suo essere "mix"?

Nelle vacanze di Natale troverai questo contenuto speciale. 
 Per leggerlo clicca qui (se è giallo, è già attivo).

"Per l'università. Una ricerca per l'università..."
"Ma se hai smesso a maggio di frequentarla! Cosa dici?" le chiese sorpresa mamma Phoebe.
"Beh, non per me, è per Michela, le do le mie dispense e altre cose per la tesina... Inutile buttare via tutta questa roba, se non è servita a me può usarla lei, insomma..." farfugliava sempre più insensata. Non era molto brava a dire le bugie.

"Comunque lo sai, io e papà speriamo sempre che ricominci gli studi, ... un giorno, certo, non subito" la incalzava la madre, "quindi non buttare via tutto, prestalo soltanto."
E poi, dopo un'altra pausa d'effetto, piena di speranza chiese alla figlia confusa: "Non ti senti pronta a ricominciare, cara?" 
                                
La signora Phoebe di Phoenix madre di Jessie Mix   
   
"Uffa, non mi stressare! Lo sai che non ce la faccio adesso, ho troppi problemi, sono ansiosa..." scattò Jessie, come una ragazzina. 
"Ok, ok, non ti incazzare. Aspettiamo il momento giusto."  
"Grazie mamma." col tono di chi pensa "Finalmente te ne stai zitta", e si girò per raggiungere la sua stanzetta. 

"Basta che arrivi, quel momento!" le gridava dietro la madre, irritata dal tono sgarbato e dalla situazione ferma da troppi mesi.
Quel momento, uffa! Non c'era giorno che i genitori di Jessie, in un modo o in un altro, non battessero su quell'argomento spinoso. Jessie aveva dato loro un gran dispiacere lasciando tutto.
Per cosa poi? Per seguire in tourneé gli Atomix Tigers, perché le piaceva il cantante. Erano una coppia fissa, finché la band suonava in città. Per mesi era stata felice. 


Un giorno dobbiamo capire come è andata con questi Atomix Tigers...
Quando Jessie se la sentirà di raccontare quella grande, emozionante, giovane storia.

Poi finì tutto in una bolla di sapone, così tante speranze svanite nel nulla. 
Jessie era a pezzi, pianse per settimane, non voleva più uscire, ci volle tanto per farle riprendere il giro. Molto shopping, molte insistenze, molta pazienza. E quando finalmente arrivò Alan, un ragazzo a posto, ricco, educato, con la macchina grossa, fu subito ben accolto.
Nel cuore dei genitori subito, in quello di Jessie con molte riserve! Caratterialmente (corna a parte) si trovava molto meglio con il suo Micione degli Atomix. 
Questo figlio di papà era molto cupo dentro, aveva mille sfaccettature nascoste. Non è tutto oro quello che luccica, si dice.


disegno di dreamer: è Jessie, la nostra modella
protagonista di un fumetto tutto suo!

Finita la conversazione con Jessie, a anche il film, quella sera disgraziata Barbara era sicura di due cose: primo, che le toccava comprare il dvd del film su Amazzonix per riguardarselo in pace, e secondo che iniziava a ricordare qualche scena di quella serata con Dean. Si confondeva con le immagini del sogno, impossibile dire se quei flash venissero da un ricordo reale o sognato...  
Era molto preoccupata, non le era mai successo di perdere la memoria così, di dimenticarsi completamente degli avvenimenti. Non beveva né faceva uso di sostanze che potessero portarla in uno stato confusionale. Allora che era successo?

Barbara e Dean - disegno by Nadia Semprini_Dreamer

Prima di parlarne col medico, doveva chiedere a Dean. Tanto gentile, quel Dean. Era la decima volta che uscivano insieme e non aveva mai visto un comportamento così impeccabile e rispettoso. Proprio un principe azzurro, educato e galante, mai troppo sfacciato... 
E da quando si erano conosciuti, al meeting sulle nuove frontiere del marketing tradizionale, la carineria di telefonarle ogni sera per la buonanotte. Ditemi chi lo fa, oggigiorno! E se non era uno squillo, erano messaggini molto dolci.

Solo che improvvisamente era sparito. Non lo trovava proprio. A pensarci bene, le aveva parlato di un viaggio imminente, a inizio serata. Quindi era fuori per lavoro. In Svizzera, se aveva capito bene. Chissà che posto sperduto, se non trovava nemmeno un telefono per chiamarla... 
"Beh, forse... no, cosa vado a pensare. E' fuori per lavoro e non mi può contattare, succede." E quando l'avrebbe rivisto, si sarebbe scoperto che magari era svenuta, tutto qua. Non doveva preoccuparsi. Ci voleva solo una bella dormita, riposare e rimettersi in forze. Era già l'una di notte, non poteva perdere altro tempo. Si mise a letto buona buona, niente tablet, niente musica.


Però le immagini e le scene del flash che le era apparso non la facevano sentire tranquilla. Poteva essere il ricordo di un sogno, a chi non capita di rivedere un flash di un sogno? Passa veloce, impalpabile. Una scena al massimo, un fotogramma. 
E poi provi a ricordartelo tutto, ma ti sfugge. E' normale.
Però le immagini, che intensità, che realismo... molto diverse dai suoi soliti sogni.

Barbara - by dreamer

Vedeva questo camioncino scuro, nero, dai finestrini neri. Si vedeva spinta al suo interno da molti ragazzi, almeno tre oltre a Dean. Dentro era davvero vecchio e sporco, come se fosse stato restaurato e verniciato solo fuori. Coperte, lattine di birra, sacchi a pelo. Forse qualcuno ci abitava, in quel furgone. Lei era costretta in una presa forte e dolorosa, la tenevano ferma. Sentiva la voce di Dean, le sue risate. Perché avrebbe dovuto ridere? Che strano sogno...



Uno di questi uomini si avvicinava e la guardava vorace. Le accarezzava delicatamente il viso e i capelli, se la studiava. Barbara non sopportava quel tocco. Mentre si rilassava cercando il sonno, le immagini si susseguivano precise e al tempo stesso distorte. Era un mondo strano, le sensazioni erano distorte. 
C'erano tanti omoni, non riusciva a contarli, svanivano sullo sfondo. Quello che le stringeva forte i polsi mentre lei lottava per raggiungere lo sportello, era terribile e mostruoso. Un viso terrificante, un ghigno malefico. Si girò diverse volte nel letto, provò a pensare ad altro. 
Riuscì ad addormentarsi, erano quasi le tre. Da quel momento scivolò nell'incoscienza, e sognò ancora. Scene già viste e scene nuove. Sognava e si lamentava forte. Viveva quei momenti come se fossero reali, come se accadesse veramente. E il "film" continuò.

C'era ancora l'uomo grosso che le stringeva i polsi, era lì con lei. Le si mise ancora più vicino, appiccicato, con quell'alito fetido, e le diede un bacio leggero sull'orecchio.
“Così si fa, vero Dean?” ripeteva il tipaccio, ridendo. “Con la dolcezza si ottiene il mondo!”

fine seconda puntata . amori

Continua qui, terza puntata:  "La gelosia è..." <link


Grazie per aver continuato la lettura di Amori by Dreamer!
Se ti piacciono anche i viaggi, leggi di Gradara, la mia fantastica e romantica città


Leggi come sono impostati i nuovi percorsi tematici di dreamer!
post spiegazione: colori e argomenti
                                       
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Ciao e bacioni dalla vostra blogger

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