lunedì 27 maggio 2013

Amori - 5. Cercasi Baby disperatamente

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Racconto a puntate
Amori 5. cercasi baby disperatamente


(Parlavamo di Barbara nella puntata 3... se non ti ricordi vai a sbirciare. E' alla seconda notte insonne, nervosetta e preoccupata. Oggi morde!!!)
giovedi 5 settembre


In ufficio tutto proseguiva come di consueto. Luigi la guardava sognante dalla scrivania accanto: “Sei proprio carina oggi...”
Sicuro! Non ho chiuso occhio. Sembro un panda con queste occhiaie!”
Barbara ridotta quasi come il personaggio di  Mariella... <link

“Per me sei sempre bellissima” pensava lui, ma non poteva dirlo.
Forte del fatto che Barbara aveva conservato la sua lettera rossa (e senza sapere che invece lei ci aveva scritto dietro un appunto e la conservava per quello!), iniziò a giocarsi la carta della disperazione. Aveva letto da qualche parte che un uomo disperato fa colpo, che le donne non sanno resistere all'istinto di salvare un disgraziato, doveva chiamarsi sindrome di Candy Candy o qualcosa del genere.
E quindi, veloce sui tasti della tastiera, compone il messaggio più pietoso e grave che gli viene in mente:
Barbara, è un periodo così difficile... sto male, sono tanto depresso. Voglio farla finita.”
Allorché, come previsto, lei si preoccupa e gli risponde: “Cosa ti è successo? Non ne sapevo niente...”
foto by Dreamer "scatti di disperazione"

collage by Dreamer "Crash"
si noti l'accostamento fastidioso e opprimente dei colori

Nel giro di una mezz'oretta di discorsi pieni di angosce e lati oscuri, lui era già arrivato a scrivere: “Ti penso continuamente! Mi piaci tanto, sei la mia ossessione! Io mi devo suicidare perché tu non mi ami...”

Pessima mossa, Luigi! Se proprio volevi giocarti quella carta, almeno dovevi saper aspettare, prima di dichiararti. Avresti potuto instaurare un rapporto più intenso, che per lei era soltanto amicizia ma poi chissà, le cose possono evolvere in modi insospettati! E invece no, Luigi si era bruciato la tattica in un momento. 

E pensare che Barbara era famosa per porgere a tutti la spalla su cui piangere: avrebbe potuto telefonarle per mesi, frequentarla mentre lui si riabilitava e tornava ad amare la vita... che stupido. Ma da Luigi cosa potevamo aspettarci... 

"Guarda bello, che queste buffonate non attaccano con me." gli rispose lei, infastidita.  Presa in giro, proprio per la sua predisposizione ad ascoltare il prossimo... "E' l'ultima volta che ascolto i problemi di qualcuno, lasciatemi stare!". Era un avviso ad alta voce, per tutto l'ufficio, che fosse ben chiaro. Non era giornata, dovevano girare al largo. Nemmeno una puntina dovevano chiederle. 

Spiazzato, Luigi. Era convinto che fosse la tattica migliore. Di più: gli sembrava geniale. Lei lo avrebbe coccolato e sarebbe stato bellissimo. Sentirla ripetere all'infinito che gli voleva bene. Un piano perfetto. E invece perché non aveva funzionato? Stava protestando con l'amministratore del forum dove aveva letto il consiglio. (Amori_Assicurati.smack)



Tanto insistette e si arrabbiò con il povero amministratore, che nel giro di un'ora google dava già questa risposta: 


Meglio chiudere il sito che avere a che fare con Luigi!!! Che comunque trovò lo stesso il modo di stressarla per giorni e giorni. Finalmente arrivò il weekend e la meritata tregua. 

meanwhile in new york... - intanto a new york...


sabato 7 settembre 
"Ho preso un appartamento, qui a New York. piccolino, quello che può passarmi l'agenzia H.
Preferiscono così piuttosto che mandarci in albergo, stiamo più tranquille. No, mamma, non ci sono malintenzionati (sapevo che me l'avresti chiesto, eh eh): sono palazzi scelti dall'agenzia, con una sicurezza extra. Il portiere è armato e ci sono guardie ad ogni piano. Così anche le forestiere come me possono riposare tranquille e rendere al meglio nelle foto. In un altro posto non avrei chiuso occhio, con la gentaccia che c'è in giro..."



Questa era la mail per la mamma, mentre Jessie era nella grande mela per il calendario. 
Ufficialmente era un viaggio per dimenticare Alan, o capire che ancora l'amava (opzione che alla mamma piaceva di più).
Intanto cercava di divertirsi. La rabbia e il magone per l'accaduto erano grandi, però lo era anche questa opportunità. Quindi allegra e motivata sul lavoro, socievole e spigliata dopo, quando si usciva tutti assieme. 

Arrivando con l'aereo il venerdì, aveva tutto il weekend per ambientarsi. E doveva per forza uscire con il gruppo di lavoro, volente o nolente, ci doveva mettere tutta l'energia di cui era capace, mentre in realtà si sentiva morta dentro, confusa, sola. Alan le mancava già tantissimo.
Jessie e Alan - quando stavano insieme...

No, non era facile stare tranquilla, dato che Alan non si faceva più trovare, aveva tagliato i ponti, si era offeso tantissimo. Per un attimo aveva sperato che la sua ragazza si fosse solo nascosta dai genitori, per pensare; poi aveva visto il prefisso internazionale e aveva capito tutto. Lei era partita lo stesso, non lo aveva ascoltato. Se ne fregava. Ok.

Ma del resto quello era un amore malato, soffocante. Si può dire, e lui infatti la vedeva così, che amasse troppo la sua donna, ma qualsiasi psicologo avrebbe parlato invece di dipendenza affettiva, una vera dipendenza, come una droga.


Ecco come l'avrebbe spiegato. "A lui non piace il modo di pensare di Jessie e nemmeno il suo comportamento, però spera che se lui sarà molto generoso e affettuoso, lei cambierà. Quando Jessie è di cattivo umore, lui è pronto a giustificarla e vuole consolarla, pensando che le cause siano lontane, familiari magari, invece è proprio lui che la fa incazzare... "
Così sarebbero stati inquadrati, se avessero fatto terapia di coppia. Ma Alan era contrario.

In questa situazione contorta, Jessie avrebbe anche potuto approfittarsene, illuderlo e farsi spianare la strada, visto che Alan è potente e ricco. Invece no, la nostra amica non se la sente, vuole essere sincera. E spera che questo momento lontani le possa chiarire le idee. Intanto sì, prova a non pensarci e a dare il massimo nel suo lavoro.
lunedi 9 settembre 
All'agenzia Hatchingson la prima mattina c'era gran fermento. 
La settimana più importante dell'anno, quella della moda. Ci si ritrovava con gli imprevisti dell'ultimo momento, e già le sfilate successive da preparare.
5-12 settembre 2013

"Sai che giorno arrivano le modelle per il calendario? Dobbiamo anticipare i lavori, sembra che là dove dobbiamo fare il servizio si stia avvicinando un uragano! O partiamo subito o ci ritroviamo i soliti disastri postatomici!" sbraita il boss, mr H. in persona. 


"Va bene, avviso tutti" gli risponde la sua segretaria pigra, masticando come una mucca il suo chewing gum. 

"Contatta anche le attrici per quel film anni '20, ne fanno un altro, non so perché si ostinino a fare mille fotocopie, non bastava quello di Frangiolina Joli?" continua a mugugnare il grande boss. 
"Sì, sì..." fa la segretaria.
  

Era un'annata, un periodo pazzo per gli anni '20 e '30, ci sarebbe stato anche Dicappio con il grande Gatty, era la tendenza, la moda da cavalcare, tutte le modelle col caschetto e via! La cosa preoccupava Jessie, che vedeva passare solo ragazze dai capelli corti. 


    
Osservandone una, fece il gesto di toccarsi le punte della sua lunga chioma, e guardarla con dispiacere. La ragazza le sorrise e le disse, mentre le passava veloce davanti: "E' una parrucca!"
Meno male... Jessie aspettava buona buona seduta in un corridoio. 
Le passava davanti tutta questa frenesia, gente che correva dappertutto, urla, nervosismo. Invece dei Kleenex e delle riviste vecchie di due anni prima, potevano anche lasciare a disposizione qualche rotolo di bubble pack, che come antistress è fenomenale! 

Non poteva nemmeno mordersi le unghie, che aveva quelle finte, tutte perfette e rosa. Non rosse, potevano sembrare troppo aggressive. Ma nemmeno decorate, indossava una cosa semplice e seria. A casa sì che poteva sbizzarrirsi - e ad Alan non piacevano per niente, le odiava, come si arrabbiava... "No, non devo pensare a lui" si imponeva.
La lontananza serve a riflettere ma forse non era il momento. E intanto il tempo passava lento e pesante. Che noiaaaaaa!!!! 


"Mi verrà il culo quadrato a forza di stare seduta qua!" pensò Jessie. Ed erano ormai due ore. Non avevano ancora trovato un momento per lei. Era tentata di andare a ricordarlo alla segretaria, però poteva sembrare indice di maleducazione e superbia. Chi era lei per fermare il lavoro?

Nel frattempo aveva cercato Barbara su facebook, ma evidentemente era occupata. L'ansia prendeva il sopravvento, e sarebbe stato utile poterla scaricare un pochino.

Poi finalmente viene ricevuta in ufficio, e si sale sulla giostra! Che giornata! Migliaia di scatti, esami minuziosi, tante storie per un tatuaggio piccolissimo sulla caviglia. Le avevano subito assegnato un "dietologo", per il suo peso eccessivo. Se lo aspettava, e sapeva anche benissimo non trattarsi di dietologo ma di un tizio di dubbia preparazione medica che doveva imbottirla di beveroni e pillole. Ok, è il gioco. L'importante era essere arrivata lì, finalmente, e avere un mese nel calendario. 

Una settimana di lavorazione e poi avrebbero parlato di altri progetti, forse. Era elettrizzata !!! 

martedi 10 settembre 

I giorni passavano. Il fotografo Hudchingson, dal nome impronunciabile, era un bell'uomo e le riservava un trattamento speciale. Alla fine di una serata, quel martedì (si usciva tutte le sere!), lui l'aveva riaccompagnata a casa, assieme ad altre colleghe, anzi al palazzo -ancora non riusciva a chiamarla "casa".
un vero appartamento di lusso a New York (si chiama HL23)

Lui voleva controllare come le avevano allestito l'appartamento, se era tutto negli standard che riservava alle sue modelle migliori. Un drink, quattro chiacchiere. E Jessie, parecchio stanca, che aspettava educatamente che se ne andasse via.


No, invece lui non ne aveva affatto intenzione e tutto sommato, annebbiata dal troppo bere e dall'innegabile fascino che emanava l'uomo, non era così dispiaciuta ... sì, si stava concedendo a lui. Cosa erano quei baci, che motivo c'era?
Non capiva bene cosa le stesse accadendo, era ancora fidanzata e amava Alan, ma allora perché provava tutta quella attrazione fisica per il fotografo? Fascino maturo, forse?

Leggi la prossima puntata su Dreamer Passion!
6. Attico a New York affittasi <link

Amori...

grazie per aver letto anche questa puntata
vostra Dreamer

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