giovedì 14 novembre 2013

Amori - 10. Desideri inconfessabili

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Racconto a puntate
(trovate l'elenco nella colonna a destra)
Amori. 


Spero gradirete un breve riassunto delle puntate precedenti:

3 settembre: Barbara esce una sera con Dean, ragazzo gentile e rispettoso. La mattina dopo, si sveglia in stato confusionale. Va al lavoro in ufficio, dove trova il solito collega Luigi che le fa la corte. Lui le consegna una lettera d'amore su un foglio rosso e ritiene il fatto che Barbara se la sia messa in tasca di buon auspicio. Lei però aveva solo preso degli appunti sul retro del foglio...
   
Barbara  e Jessie
4 settembre: Barbara, a casa, riceve una telefonata dall'amica aspirante fotomodella, Jessie, che le chiede un parere (positivo!) sul suo viaggio in America per un servizio fotografico. Viaggio che non piace al fidanzato di Jessie, mentre alla di lei famiglia piace il fidanzato ma non la decisione di smettere di studiare. 
Intanto Barbara non riesce a trovare Dean e ricorda dei flash di un sogno, lei portata in un furgone nero da un gruppo di uomini.
5 settembre: Barbara ricorda altri momenti - non piacevoli - di quel sogno. Jessie si trova nel frattempo a Villa Rover, dal ricco fidanzato Alan, che non vuole farla partire. Litigano perché per la carriera di Jessie è molto importante. Lei se ne va. Sam, fratello di Alan, gli consiglia di partire con lei, così potrà controllarla. Lola, la stilista fidanzata di Sam, difende invece la ragazza.

         
5 settembre: Mentre Alan pensa al da farsi, Jessie porta via le sue cose dalla villa e lo lascia. Lola, la fidanzata di Sam, è dispiaciuta. Anche perché Jessie sfilava gratis per le sue collezioni di moda... Lola ha una relazione stanca con il primogenito di casa Rover, per cui chatta con altri ragazzi su internet. Uno dei quali, Virgi, si dimostra particolarmente sfrontato. A Lola arriva un'offerta di lavoro in un famoso atelier di moda in città, ma senza Sam (via col fratello per consigliarlo) non sa decidersi.
5 settembre: Luigi tenta di impietosire Barbara dicendole che se lei non lo corrisponde, si suiciderà. Non funziona. venerdì 6 settembre: Jessie è a New York, sistemata in un appartamento per modelle. 
Lunedì 9 settembre: Il suo primo giorno di lavoro è pieno di attese snervanti, se solo trovasse Baby al telefono... Martedì 10 settembre: Jessie cerca di dimenticare il fidanzato Alan, e ci riesce bene, visto che è già tra le braccia del fotografo.
10 settembre: A villa Rover, Alan aspetta fiducioso il ritorno di Jessie. Considera quella lite una scaramuccia senza importanza e sa che anche questa volta faranno pace. Jessie è con il fotografo, vivendo emozioni mai provate prima. Una serata travolgente.
5 agosto 2014: Tornata dall'America, Jessie non vuole più saperne di Alan, che però la perseguita e si fa trovare nei bar, nei club. Lei frequenta molti ragazzi contemporaneamente e, cosa strana, si sente attratta da tutti allo stesso modo. Deve recuperare il tempo perduto...
10 agosto 2014: Dopo l'esperienza americana e le storie in parallelo, Jessie ricuce le vecchie amicizie. Incontra Lola, e via a raccontarsi i peccati... E' Lola che inizia, confessando le chat bollenti col suo amico Virgi. Non fa in tempo a mostrarle tutto.
(Non vi spaventate per questo salto temporale fino al 2014, la storia è così.)
Lunedì 21 ottobre 2013: Torniamo in ufficio con Barbara e Luigi. Sono in bagno e lui non vuole proprio saperne di uscire. E questa volta minaccia davvero il suicidio. 22 ott: La mattina dopo, ancora scossa, Barbara chiama Jessie: non sa con chi parlarne ma è anche molto tempo che non si vedono. Da prima che partisse per il viaggio in America. Jessie è ancora là ma risponde, che amica. Nonostante le pressioni di Alan, l'ex fidanzato, su tutti gli amici di Jessie che l'hanno supportata in questa balorda idea del calendario. 

E ora possiamo partire con la decima puntata. Pronti a una valanga di novità? :) 

Amori 10. desideri inconfessabili

primavera del 2014
Jessie era tornata in città a febbraio. Erano molti giorni che si trovava lì, a casa, ma non si era fatto vivo nessuno a salutarla. Non era nemmeno riuscita a parlare con le sue amiche. Era così frustrante! Non erano curiose di sapere cosa aveva combinato in questi mesi di assenza? 
Forse continuavano a considerarla la vecchia Jessie, che quando la rincontri dopo un anno non ti racconta niente di nuovo: solite vacanze con Alan, solita sfilata indossando gli abiti di Lola... 

Ora che ci pensava, comprendeva di non avere avuto una propria vita al di fuori di Villa Rover. Quel posto, quelle persone, la fagocitavano, come un grande mostro. La sua personalità, i suoi sogni, dove erano finiti? Per quanti anni aveva subito questo lavaggio del cervello? Troppi. Ora voleva rivoluzionare tutto.


A partire dall'abitazione. Tornare a casa era stato duro. 
Jessie non aveva nessuna intenzione di riprendere gli studi. Il suo obiettivo era la carriera. Sua madre si arrabbiava perchè così trasmetteva un messaggio sbagliato alla sorellina. La quale non voleva più fare i compiti. Imparava balletti, canzoni, stacchetti... così non andava affatto. 

Ma Jessie non poteva cambiare sogno, casa sì. E dopo appena una settimana coi genitori, si trovò una camera in affitto, un posto orrendo dove però non doveva subire le prediche  di nessuno. Ecco la vita vera, ecco l'età adulta, finalmente. Sì, c'era stata già la soffitta, con Lola, però si sapeva che era provvisoria. Qui invece si faceva sul serio, a tempo indeterminato!



Poteva fare tutto, certo nei limiti della pignola padrona di casa: non si cucina, niente musica ecc... La caffettiera elettrica, le cuffie e via, libertà. 
Non ci poteva invitare amici, ma c'era di positivo che il luogo misero la spingeva ad uscire, a frequentare bei posti e bella gente. Da quando aveva cambiato vita, frequentava molti suoi coetanei. E dopo questa 'pace' insperata, vedeva anche Barbara dell'agenzia di pubblicità, che come lei viveva sola e in un tugurio avvilente. 
Succedeva tutto in automatico: dopo dieci ore d'ufficio, non voleva certo trascorrere le sere davanti a un muro ammuffito guardando da una finestra che dà sulle fabbriche... Via in città allora. Anche per trovare quell'anima gemella di cui sentiva l'esigenza. L'aveva già incontrata quella persona speciale? O era là fuori?


"Non hai il ragazzo adesso? E John?" domandava Jessie, seduta sullo sgabello del bar.
"John è storia antica, non lo vedo da mesi. E' uno stronzo, si è messo con una, solo due giorni dopo che l'avevo lasciato." le spiegava Barbara.
"Appunto, era libero..."

"No! Doveva soffrire, starci malissimo, tornare a pregarmi di riprenderlo!" si alterava ancor di più la rossa, convinta della sua logica. Non si poteva obiettare, nulla, infatti Jessie le dava ragione:
"Certi uomini sono orgogliosi e pieni di sé. Io lo so bene..."
"Parli del tuo Alan? Lui deve fare carriera, è al centro del suo universo; ma ti piaceva proprio per questo, no? Come è deciso Alan, come è di successo il giovane Rover... mi avevi fatto una testa così con le sue doti!"
"Non è più il mio Alan. Guarda che non ci ripenso, inutile che continui a dirmi che eravamo una bella coppia."
"Però eri così entusiasta del tuo ragazzo famoso!" la beccava Barbara.
Era stato evidente, chiaro come il sole: era arrivato in città questo ragazzo ricco e belloccio, e da quel momento era stato delirio tra le ragazze. A Jessie non piaceva molto fisicamente, però ogni difetto veniva compensato dal potere. Un fascino irresistibile, non solo i soldi ma l'essere qualcuno, come il cantante per la fan. Di nuovo la groupie? No che non ci era caduta di nuovo come per il suo rockettaro... 

Alan Rover e Jessie Mix

Non era come col cantante degli Atomic Tigers, no. Alan aveva uno sguardo magnetico e il fascino del genio della lampada, che ogni cosa che chiedi ti dà. Invece Barbara e John erano la coppia ricorrente, si prendevano e si lasciavano. C'era John prima di Dean e ci sarebbe stato anche dopo e sempre... 

"Sì che ti vantavi che era famoso, non negarlo..." continuava Barbara.
"Lo dicevo, ok. Ma stargli accanto ed essere un accessorio, non è così affascinante. Ogni volta che lo lascio, mi rimpiazza con un'altra bellezza. Vorrei essere brutta, almeno saprei che sta con me per la mia personalità, per il mio cuore..."

Barbara era distratta dal viavai di bei camerieri. A un tratto, divertita, preannunciò una stupidata delle sue: "Guarda un po' cosa ti combino..." 
Al bancone del bar più in della città, la rossa prendeva le sigarette dalla borsetta.
"Che fai? Non si può." la fermava l'amica, prendendole il polso.
"Sono elettriche, ma uguali nell'aspetto a quelle vere. Ugualissime, me le sono fatta spedire dall'Australia... I camerieri impazziscono: mi riprendono, mi chiedono di lasciare il locale, poi io gliele mostro e magari gli chiedo anche il numero di telefono!  Divertente."
"Tattica, e brava la Baby!" e dopo un attimo di silenzio, diventando seria: "Volevo parlarti di una cosa che è successa..."

"Signorina, non si può fumare qui." arrivava il fustaccio a sgridarla, e avanti con la scenetta... Jessie era davvero irritata, voleva fare discorsi importanti mentre l'amica faceva la scema...

Jessie le lasciò il tempo di flirtare, si allontanò con la scusa di andare a girare il disco orario alla macchina parcheggiata. Era residente, non serviva. Voleva che restassero soli. Beata lei che ripartiva così, con leggerezza. Non che si facesse problemi nemmeno prima, quel Tricks le era rimasto proprio impresso (non poteva non ricordarlo nudo là in piedi nel negozio).  Com il fatto che era stato un capriccio, un gioco, e dopo quella notte non l'aveva visto più. Per Jessie no, ogni uomo arrivava da una scelta sofferta, riflessioni, ragionamenti. E sentimenti.


Tornò dentro, che il vento che schiaffeggiava il molo del porto era umido e freddo. Un febbraio ancora pungente, sulle montagne c'era ancora la neve. 
"Come sei pensierosa!!! Ancora il nostro Alan? Vedi che c'è solo una questione irrisolta, come al solito?"
"No, non penso a lui. Mi chiedo perchè non abbia funzionato..." rispondeva poco convinta Jessie, riscaldata abbastanza da potersi togliere la giacca.
In realtà si chiedeva come mai avesse funzionato, con uno così.
"Dì alla Baby che risolvo tutto...  come sempre!" si rendeva di nuovo disponibile, ora che aveva ottenuto il numero del cameriere.
"Sarà mica ancora la questione della ruota? Quando lui non voleva che tu avessi successo... lui era il pavone, faceva la ruota, e tu dovevi restare nell'ombra."
"No, non è questo. Che faccia come vuole, non mi importa..."

"Allora vi state riappacificando! Ecco cos'era!"
"No, Barbara, ci siamo lasciati. Definitivamente."
"Eeeeh, quante volte l'hai detto... se vi lasciavate almeno una volta al mese? Questa è stata una rottura grossa, però, dai, ci sono le chances ..." continuava l'amica. Parlava lei, che con John non aveva mai potuto festeggiare un mese insieme, mai raggiunti trenta giorni consecutivi!
"Per favore, ascoltami bene: ci siamo la-scia-ti. Capito?" era scocciata. Basta parlarne. Lei non era più di Alan, non era più la Jessie di Alan! Quella Jessie.

"Ma benissimo! Un buon motivo per guardarsi intorno...  E non stare lì a compatirti: ascoltami, una buona volta! Divertirsi, di-ver-tir-si! Guarda quello lì... bello, eh?"
Non aveva capito niente: non era stata a compatirsi, anzi, si era consolata al massimo! Perchè nessuno lo sospettava? Era così fottutamente una 'brava ragazza'?

"Sì, passabile. Carino. Ma stai zitta un attimo..." si lasciò sfuggire esasperata. 
"Eh?" si bloccò Barbara. Come si permetteva? 

Jessie decise di non continuare: l'espressione stupita dell'amica per quella piccola frase maleducata... era chiaro che già così stentava a riconoscerla. Come poteva dirle che era diventata una divoratrice di uomini? No, molto meglio chiacchierare ancora di Alan, delle solite cose. Non se la sentiva più di dirglielo...

Parlarono ancora a lungo, davanti a un vassoio di pasticcini.
"Era già spento da tempo il fuoco, sinceramente mi aspettavo che durasse di più la magia".
"E' stato anche per le foto del calendario?" chiedeva Barbara.
 "Sì, la storia del calendario mi ha deluso tantissimo. Lui che si oppone, nemmeno fosse mio padre o peggio, il mio padrone!"
"Meglio essertene accorta prima di sposarlo, Jessie! Sei stata fortunata."
dal calendario di Jessie Mix in America...

Continuò (del tutto ignara della tipologia di foto...):
"E ora lo hai fatto, il tuo servizio fotografico. Sono così orgogliosa di te! Potresti farcela stavolta!"
"So che lo venderanno in Canada durante l'estate e in America tra pochi mesi. Sono elettrizzata!" e Jessie ci prova, a fingere l'entusiasmo. Non le importa, non sta seguendo minimamente la propria carriera, non telefona al suo agente. Ultimamente sono solo gli uomini ad elettrizzarla, è ubriaca d'amore e del lavoro poco le importa.

"Infatti per te volevo che andasse diversamente, con un lui che fosse orgoglioso di te e del tuo lavoro."
"Aww, Baby, un abbraccio!!!"

La guarda meglio, quegli occhi brillanti e sinceri: ma sì, Barbara può sapere qualcosina... Non la manda via a mani vuote, glielo vuole confidare.
 Kevin il modello
"Se mi prometti di non urlare come fai di solito, ti faccio vedere delle fotografie..." propone Jessie.
"Ok, giuro. Giurin giurello!"
"Guarda qui nel telefonino: lui è Kevin, un modello..."
"Mammaaa!!! E' vero??? E lo hai conosciuto in America?"
"Sì, poi è tornato in Europa col mio stesso volo e siamo stati una settimana a Parigi."
"Nooo! Non ci credoooo!" 
"Sssstt! Urla piano..."
"Questo è Frontone, un altro fotomodello". 
"Bello, forse troppo nordico, troppo Thor..." giudicava severa l'amica.
"Qui c'è il fotografo che mi ha fatto il book di foto e il calendario..." e rimase in attesa di una prima impressione su mr H. Era carino? Era papabile? Se Frontone era troppo Thor, questo era troppo Zeus?

Niente entusiasmi. Anzi: "Vai avanti, che questo è vecchio. Oh, brava, e questo chi è?"
"Si chiama Paul, è un amico. Mi ha ospitata quando nella mia stanza si è rotto un tubo dell'acqua."
"Sì, carino. Solo un amico o qualcosa di più?" investigava Barbara. C'era un motivo, per mostrarle tutte queste facce...
"E' un discorso complicato: prima guarda le foto." temporeggiava Jessie: voleva dirglielo ma si era anche accorta della chiusura di Barbara. Questo no, l'altro neppure... Probabilmente a questo punto era meglio tornare al piano originale, e inventarsi una bugia.

"Poi ci sono Josh, che è più grande, è un artista; e Alfred, molto delicato e controverso."
E qui Barbara storceva il naso. Non le piacevano, e pensare che da ragazzine avevano gli stessi gusti in fatto di ragazzi. Anche Alan, adesso ricordava... Era una fitta di gelosia? Sì, ma immotivata. La guardava con altri occhi: lei e Alan? 
"Hai visto Alan di recente?" Fuori tema, però doveva saperlo subito.
"Il mese scorso, per un caffè... Ma è uscito anche con Carla e Josephine!"

Jessie era neutra, né sollevata né preoccupata. Significava che la reazione si sarebbe verificata più tardi, violentemente. Ma in che senso, non poteva saperlo. Proseguì col suo discorso, anche se non aveva più voglia di vantarsi. Cosa aveva fatto di speciale? In tutti quei mesi qualsiasi altra ragazza sarebbe uscita con una decina di tipi! 
"Qui c'è un altro modello, J. D. Però non resta: sabato riparte per Los Angeles."
"Ebbene? Allora?"
Allora niente, cosa doveva commentare.
"Non mi dirai mica che..."
Jessie cominciava a sentirsi sollevata, per fortuna Barbara aveva capito al volo. E la prendeva bene, con complicità.

"Cosa mi vuoi dire? Con tutti? Ma tutti tutti? Anche quelli vecchi?"
"Non sono così vecchi..." si scoprì subito la modella. Piccata da quella puntualizzazione. No, erano parecchio giovanili, e poi le rughe aggiungono fascino...



"A-ha! Beccata! Te li sei fatti tuttiii??? Jessie, non ti facevo così affamata!" sorrideva compiaciuta la rossa. "Ma hai fatto bene, da quanti anni mangi la solita minestra? Noi del gruppone ci siamo divertite in questi anni invece tu, poverina, fidanzata con Alan..."
"Oh, che sollievo! Ti giuro che avevo paura di quello che mi avresti detto!"
"E cosa dovevo dirti? Mica sei una suora, ne avevi tutto il diritto! E poi, se davvero fosse Alan l'uomo della tua vita, devi esserne convinta, devi sapere cosa c'è fuori, nel mondo..."
"Mi togli un peso, sai?" continuava a dire Jessie.

"Certo che, tutti quei modelli! Adesso devi presentarmene qualcuno, che anche a me piace la roba bella!" 
"Certo, certo. Non gli stessi, ma provvederò".
Barbara la prese sotto braccio e la guardò ironica: "Ora stai meglio, che hai confessato tutti i tuoi peccati?"
"Sì, scema..." 


A prestissimo con l'undicesima puntata di Amori!!! "Di prepotenza"
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28 Ott 2013

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