domenica 3 novembre 2013

Amori 8 - Esame di coscienza


Racconto a puntate - attenzione argomenti adulti
Amori, ottava puntata
"esame di coscienza"

Le ragazze si erano incontrate. Jessie e Lola, in un primo tempo. Poi anche Barbara e Jessie. Avevano tanto da dirsi dopo tutte queste avventure!
10 agosto 2014
Nel tardo pomeriggioJessie aveva invitato Lola per un caffé ancora al bar Gelsomino, dove usava vedersi col modello Kevin. 
Ma in un giorno in cui sapeva che lui era fuori città per un casting. Non si fidava a presentargli Lola, lui avrebbe potuto invaghirsene. Invece era abbastanza sicura che a Lola non sarebbe piaciuto. Lei preferiva i tipi alla Jonathan Scotti (una via di mezzo tra Jonathan Scott e Gerri Scotti), come il suo Sam, tipetto grassoccio di nessun interesse. Si era sempre chiesta cosa ci trovasse, oltre ai soldi. Forse non c'era altro, e non era una domanda da fare, totalmente inopportuna. 

"Ciao, Lola! Come stai bene coi capelli sciolti!", esclamò Jessie vedendola entrare: era raro sorprenderla senza codini.
"Ciao Jessie. Che posto... alla mano. Non frequentavi simili bettole." dice un po' schifata la stilista.
"Su, non farti fregare dalle apparenze. E' un posticino pulito e tranquillo, si sta bene."
"Ma vuoi mettere con un privé o con un ristorante dove appena ti vedono ti portano al tavolo più bello?" le fa notare Lola.
"Ma vuoi mettere con la libertà di fare come ti pare?".

Jessie

Lola resta in silenzio, ci pensa. Ha ragione. Poi, insieme: "Volevo dirti..."
"Comincia tu, Jessie, ne hai viste più di me, sicuramente! L'America, la rottura con Alan..." inizia Lola, che però voleva parlare per prima, non poteva più tenerselo dentro.
Jessie la guardò negli occhi e capì al volo: "Dai, inizia. Ti vedo turbata."
"Non so cosa mi succede, Jessie. Non so cosa mi prende, perché mi metto a fare certe sciocchezze..."


Cosa poteva mai essere? Lola era una così brava ragazza... Certo che, se voleva fare questo ragionamento, anche lei era stata brava fino a qualche mese prima! Non ti salva, essere una brava ragazza. Non sempre.

"Ecco, c'è un ragazzo, si chiama Virgi. Mi parla, chattiamo. Da un po'." sputò il rospo Lola, con tanta fatica.
"Beh, non c'è niente di male, piccola. Non sei obbligata a parlare solo con Sam, hai il diritto di farti degli amici..." 
"No, non ho il diritto di farmeli! E' questo il problema, io non sono libera come te! Tu ti puoi portare a letto chiunque..." brontolò Lola, incurante del senso offensivo delle sue parole.
Eh no, aveva detto troppo: Jessie era furiosa. Stava per andarsene, quando vide l'amica che iniziava a piangere. Doveva avere un grande turbamento nascosto sotto la sua solita apparenza vivace e spensierata. 


Lola

"Jessie, non ho mai fatto queste cose, te lo giuro!" le disse, asciugando le lacrime e tirando fuori il tablet dalla borsetta. "Guarda, guarda cosa mi scrivono. E leggi cosa rispondo io! Non mi riconosco..."
"E cosa sarà mai, sono parole!" la tranquillizzava.
"No, devi vedere... mi comporto come una scema, ma è più forte di me. Non so come spiegarlo!"
"Ti capisco benissimo, Lola. E' quello che succede anche a me. Non ho più freni. Ma non è un dramma, io mi sento molto meglio."
Jessie voleva raccontare, ma era anche obbligata a fare l'amica. Non voleva fare come certe persone che dicono che ti ascoltano e poi invece parlano dei loro fatti... no, sarebbe stata a sentire, paziente. Poi sarebbe arrivato anche il suo turno, di parlare del fantastico mr H, e del suo modello Kevin, e delle fotografie...



"Leggi qui, ti sembrano conversazioni innocenti?" E le porse il tablet, sul tavolino.
"Non dovrei parlare con i maschi, perché sono fidanzata. Tu sei maschio?" iniziò a leggere, a bassa voce, Jessie.
"Sei stata un pochino provocatoria, ma ci sono ragazze che parlano abitualmente con questa malizia. Non è sbagliato, solo non è nel tuo carattere..."
"Troppo buona, ma ti giuro che a volte mi sento come ubriaca... e seducente, vorrei vedere se posso interessare a questi altri uomini! Voglio sapere se sono ancora bella..." 
E continuò, con lo sguardo basso "Per te è facile sentirti bella, te lo dicono tutti, fai la modella. Invece, una ragazza insignificante come me, deve avere le sue conferme, ogni tanto. So che piaccio a Sam, ma non so se è abitudine o cosa. Comunque non me lo dice più."
Jessie la guardava comprensiva.

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Lola continuava: "E poi gli anni passano: sono ancora attraente? Potrei mettermi sul mercato se volessi?"
"Non sono domande stupide, ma sacrosante. Specie per noi che siamo state molti anni con i nostri partner." Concluse Jessie, fermandosi prima di parlare di sé.

"Tutto qui? E' solo quella frase che ti preoccupa? Non è affatto grave, si scherza a volte..."
"No, Jessie. Sta diventando sistematico. Non è solo Virgi, ma anche altri due uomini. E ci parlo, mi faccio corteggiare. Però ora ho paura perché mi chiedono di vederci e io non volevo arrivare a questo!"
"Questo qui è Virgi?" chiese Jessie controllando la schermata: un messaggio piuttosto esplicito, ma ancora passabile.



"Dopo tanti anni di rapporti di routine, un po' veloci e distratti, è una prospettiva interessante. Qualsiasi donna sarebbe colpita e penserebbe: perché il mio uomo non è così?" continuava la mora Jessie. "E che altro ti scrive?"

"Adesso ti cerco i salvataggi, che delle frasi così devi salvarle per forza, no?" iniziava a sorridere, Lola, sollevata. 
"Virgi è il più tenero, e non è che mi preoccupi tanto, credo che lo capisca che non se ne può fare niente. Gli altri invece cominciano ad essere insistenti. Mi fanno paura." 
Virgi

Lola capitò su uno screenshot di quelli brutti: "Per esempio leggi questo, è un pazzo: un momento dolce e l'altro violento."
Jessie guardò i messaggi: effettivamente erano controversi. E facevano paura anche a lei, che recentemente aveva avuto una vita piuttosto intensa... ma non così, accidenti! Non lesse ad alta voce, stavolta. Si divorava con gli occhi la conversazione. Strana. Assurda.


L'autrice

Non lesse ad alta voce, stavolta. Si divorava con gli occhi la conversazione. Strana. Assurda.

"tu sei innamorata di me, lo so che mi adori è inutile che me lo ripeti/ mi sei indifferente, per me sei carta straccia/ qualche volta ti telefono e ci tocchiamo/ so essere dolcissimo, ti ho scritto una poesia /buonanotte, tvb/ mi lego troppo alle persone, poi ci sto male/ sposami!!!/ mi hai fatto eccitare e ti..." e qui Jessie sobbalzò, non si aspettava certe descrizioni crude e particolareggiate! Commentò: "Caspita, ma così fa male!"
"E' una persona molto... bipolare. Si dice così? Passa dagli estremi della soavità a quelli della violenza bruta... mi racconta delle cose tremende, e dice pure di averle già fatte, quelle cose. Per questo mi fa paura."

"Ma guarda, potrebbe essere un disadattato... Oppure sarà un vecchio, o un verginello che non conclude niente nella sua vita reale di relazione. Le cose che rendono impossibile una relazione sono tante. Per noi è il fatto di essere già legate, per altri non saper approcciare una ragazza in un contesto normale. Forse è brutto come la fame..." ipotizzò Jessie.

"Sì, ma che schifo! Allora è un cesso?" esclamò ridendo Lola. 
"Non è detto, ma è probabile. Guarda il suo profilo facebook, quante foto ha? Sembra una persona vera e credibile?"
"Ha solo una foto, e mi dice sempre di non averne altre." ripensò la stilista. "Beh allora è solo un profilo falso." 

"Ed è una persona che non vuole svelarsi.  Al 90% è molto timido, per cui non ti darà fastidio. 
"Lo sai che mi togli un gran peso? Mi faceva paura, invece può essere una bolla di sapone."
"E tu non gli hai detto chi sei veramente, no?" si assicurava Jessie.
"No, per fortuna no. Ero nella chat di un gioco, non su facebook. E comunque su facebook c'è il mio nome, ma non sanno dove abito..."
"Stai attenta, però. Non dare mai indirizzo, numero di telefono o luogo di lavoro. Uno stalker ti rovinerebbe la vita. Io, per esempio..." e si morse la lingua, Jessie, non era lì per parlare di se stessa, di quanto fosse previdente col mettere prima in chiaro con gli uomini che non doveva diventare una cosa seria. Sorseggiò l'ultimo goccio di caffè e iniziò a raschiare lo zucchero dal fondo...

"Sì, Jessie, non ho lasciato i miei dati sensibili. Ti va un dolcetto?"
"No, meglio di no. Devo stare a dieta." rispondeva la modella.
"Ma se sei già trasparente!"
A Jessie venne un'idea: "Magari invece è un amico del tuo ragazzo che cerca di tentarti, per sapere cosa risponderesti. Forse è proprio Sam..."
"Oh, cavolo. Devo scoprire assolutamente se è lui, o qualche suo complice!"
"Ti posso aiutare a tendergli una trappola..." si offriva Jessie.

"Oh, è tardissimo, Jess! Devo passare in tintoria prima che chiuda, mi serve un abitino per una riunione domani, voglio presentare una piccola collezione ad un negozio... E poi non ho ancora deciso cosa fare, che mi hanno fatto una proposta di lavoro proprio in questi giorni! Vado un attimo in bagno, tu leggi gli altri messaggi così ti fai un'idea, poi mi riprendo il tablet e scappo."
Lola corse in bagno, lo strano bagno color mela. Intanto Jessie controllava attentamente:

E commentava, tra sé: "Iniziare una conversazione chiedendo se uno è single è piuttosto aggressivo... ma del resto a Ruzzle si gioca con dei nickname, quindi non si sa mai se è un uomo o una donna. Questo tipo di domanda unisex spinge l'altro a definirsi: "sono fidanzato, sposato, scapolo". Se si definisce single, qualcosa in più dirà. Bella tecnica."


"E questa cosa dell'incuriosire... oh, anche io sarei rimasta a parlare con uno così. Poi guarda quanti puntini, sembra una femmina quasi. Oppure un tipo dolce... oppure davvero una donna! Devo dirlo a Lola. Magari mi trae in inganno il carattere di scrittura, con i pallini sulle i, ma comunque gli uomini non abbondano in punteggiatura di solito, e non sono così corretti!"
Lola poi arrivò così di corsa che non le disse niente. Avrebbe potuto telefonarle in serata, o il giorno dopo. Non era una faccenda tanto grave, su. Chiacchieravano e basta. 

FINE

la nona puntata: Amori 9. La vita non è un fumetto



Tutte le immagini disegnate o elaborate by dreamer
Ciaoooo!!!

Ti sei perso nella trama? Alla puntata 10 c'è il riassunto

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