venerdì 13 dicembre 2013

Amori 15. Inchiostro simpatico

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(titolo: L'importante è distinguersi)

Racconto a puntate - attenzione argomenti adulti
Amori, puntata 15

"inchiostro simpatico"

Barbara era uscita per una innocua pizza con gli ex compagni della prima effe. Continua dalla puntata tredici, chiamata appunto La tredicesima.

Quella serata era magica. Barbara era così felice, lì con Lorenzo. Era come un incantesimo. Chissà se lui aveva desiderato che la serata volgesse a suo favore. Era plausibile, lei si sentiva trascinare in questo vortice. Non di passione, non ne aveva l'età. Quell'attrazione acerba e incomprensibile della giovinezza. 
E Barbara era ancora una bambina, per niente pratica di relazioni. Aveva avuto un morosino alle medie, per dare giusto il primo bacio. E dopo tre anni era arrivato il fidanzatino dei sogni. Nel mezzo, anni di brufoli, apparecchio fisso ai denti e insicurezza. Non era esperta, anzi era tutto nuovo ed entusiasmante. Si dice che le donne sono più mature dei loro coetanei maschi, ma non era questo il caso.
Dopo quel dessert inconsapevolmente ammiccante, era ora di andare a casa. Il fratello di Lorenzo era passato a prenderlo presto (non esistevano i cellulari e ci si metteva d'accordo per un orario prestabilito), ed era l'unico autista presente quando uscirono. 
Barbara avrebbe chiesto comunque un passaggio, e fu molto naturale accettarlo da loro due. A patto che portassero anche Martina, la sua vicina di casa. Prudente, sempre.
Accompagnarono la ragazza, e anche Barbara voleva scendere:"Grazie, vado anche io, tanto sto nella via parallela..."
"Devo dirti una cosa, aspetta." disse Lorenzo. E mentre Martina entrava nel proprio cancello, lui passava dietro, accanto a lei. Sorrise:"Ma ti sentivo lo stesso, se restavi davanti..."
Lorenzo disse al fratello di ripartire. Si assomigliavano molto, il grande aveva i lineamenti più decisi, gli stessi occhi profondi. La guardava nello specchietto. Poteva avere vent'anni, e si sa che quando ne hai solo 16, un ventenne è un mondo a parte, troppo distante. Non tutte si arrischiano con uno tanto "adulto".
Barbara no di certo. Distolse lo sguardo. Era solo una brutta copia un po' invecchiata del suo Lorenzo.
L'auto si dirigeva nuovamente in centro. Lorenzo sistemò di nuovo la sua mano sulla coscia di lei:"La mia Babi!"
"Forse una volta..." rispose lei confessando il suo antico interesse, "ma adesso sono fidanzata!". 


Diceva una cosa e ne faceva un'altra. Quella mano scorreva sui jeans fino a fermarsi lì, e lei non faceva resistenza. Era stupita e rapita da sensazioni forti. Nonostante la spessa stoffa dei jeans a vita alta dell'epoca, il suo tocco lo sentiva come sulla pelle nuda. Lei era pietrificata, forse era ancora quell'incantesimo; lui lo interpretò come una forma di gradimento e le si parò davanti alla faccia per baciarla. Riuscì appena a sfiorarle le labbra, però lei lo spinse via:"No, lasciami stare!" Era come se si fosse svegliata in quel momento da una sorta di ipnosi.
"Lasciala stare, Lori..." diceva il fratellone alla guida. "Dove devo andare? Un pub o un posto più tranquillo?"

Lei avrebbe risposto istintivamente pub, era l'opzione più sicura. Per quanto, a girare di notte da sola in città con due uomini non ci faceva una gran figura e soprattutto il suo fidanzato - aveva amici dappertutto - sarebbe venuto a saperlo. Lì in macchina intanto non li aveva visti nessuno, e il posticino tranquillo forse era casa sua, forse un bar in periferia, più nascosto...
Se l'avesse saputo il suo ragazzo, di una uscita a tre, si sarebbe così arrabbiato...
"Preferisco un posto fuori mano, per via del mio ragazzo..." spiegò.
"Se lui è più contento del posto fuori mano, chi sono io per obiettare?" esclamò contento Lorenzo.
"Dai, non scherzare. È che non deve saperlo che sono uscita con te..."
Più lei parlava, più confermava le aspettative del ragazzo, che infatti pensava: "Questa è un'uscita con me, perfetto... Di nascosto, grandioso! Stasera mi diverto!"

Ladies and gentlemen, sono tutte mie foto!

Barbara parlava in tutta innocenza, voleva sapere cosa aveva da dirle il suo compagno dopo anni di lontananza. Era curiosa: forse non l'aveva mai dimenticata, stava sicuramente arrivando una dichiarazione, voleva mettersi con lei... No, non scorgeva alcun pericolo in quella situazione, tanto più che non erano soli, c'era suo fratello che era grande. Avrebbe controllato l'esuberanza del piccolo. Intanto la macchina passava su terreni sempre più sconnessi, strade di campagna. Lorenzo le baciava il collo e le sussurrava dolci complimenti. Carino! Accostarono in uno spiazzo isolato, avvolto dalla vegetazione e dall'oscurità. Il fratellone accese le luci interne, poi spense i fanali:"Eccoci qua, più appartati di così si muore."
"Ora mi dici quella cosa?" gli sorrise lei, curiosa e melensa. Ancora una volta una strana forza la rendeva più rilassata del normale, più coinvolta. Si sentiva bene con quel ragazzo, meglio che col suo fidanzato. Voleva scoprire quelle belle sensazioni, e se lui le avesse chiesto di mettersi con lui avrebbe fatto un salto di qualità. Si cerca sempre il meglio, il sentimento perfetto.

"Mi fumo una sigaretta, torno subito" rispose Lorenzo "Anche io!" gli fece eco il fratello. "Ok, fai presto..." si raccomandò lei, mentre le loro mani si separavano. Aveva stretto la sua mano forte e ruvida (quella non occupata nelle esplorazioni), e ora la perdeva, scivolando essa via dalla sua presa. Ci rimase così male, per questo lo pregò di tornare presto.

Amava il fidanzato con tutto l'amore di cui era capace e proprio non si spiegava come mai provasse tante emozioni travolgenti. Quel tocco elettrico, che il fidanzato non aveva... No, ma perchè faceva certi paragoni? Era impegnata, cavolo! Ora avrebbe sentito questo segreto inconfessabile e sarebbe tornata a casa. Nessuno si è fatto male e la reputazione è salva. Guardò i ragazzi, fuori. Fumavano e parlottavano. La luce della luna sotto un cielo leggermente nuvoloso li rendeva visibili nella buia e quieta campagna.  


Il grande si accostò a una pianta per pisciare, e lei distolse lo sguardo. Era di schiena, comunque bastò per farla arrossire di imbarazzo. Che modi, davanti a una ragazza!
Rientrarono, e non odoravano di fumo di sigaretta. Lorenzo rideva in modo ebete, il fratello non era da meno.
"Basta, portatemi a casa. Anzi vado a piedi, che non mi fido tanto..."
"Shhhh!" le ordinò Lorenzo, "Puoi fidarti, ci siamo solo rilassati un po'. Non fare la guastafeste..."
"Si è fatto molto tardi, rivelami questa cosa e andiamo via. Perchè non potevi dirmela al ristorante?" era nervosa, dal tono più acido e impaziente. Disapprovava il loro comportamento, non dovevano farsi una canna. Lei era tipa da ramanzina, gli avrebbe detto che non si fa, che gli cuoce il cervello.

"Ironico, vero Jessie? Ora sono dipendente dagli psicofarmaci, mi servono per produrre di più, per dormire, per non deprimermi..."
"Eri una che dice la sua, mi piace. E un pochino ti è rimasto: sei stata molto... decisa nel consigliare Lola sulla moda!" doveva togliersi quel sassolino dalla scarpa, c'era rimasta male.
"Ho aggiunto la mia esperienza a tutto quello che le avevi già spiegato tu, non mi sembra di avere esagerato." spiegò Barbara. 
Non si stava scusando. Jessie avrebbe preferito...
"È stato spiacevole, parlavi come se io fossi ignorante in materia, mi ha urtato."
"Jessie, ascoltami" la voce si fece dolce e amichevole, "sei la solita insicura, non crearti di questi problemi. Se ben ricordi, eravamo sul set, tra i miei collaboratori e sottoposti, ed è quello il tono che tengo sul lavoro. Se solo vedessero che abbasso la guardia e divento gentile, mi mangerebbero a colazione! È semplice sopravvivenza, niente di personale."
"Si, però..." brontolò la modella.

"Anzi mi sono permessa di andarci pesante proprio perchè siete le mie amiche, mi avreste retto il gioco. È tutta una recita, Jessie. Ho smesso già da un po' di essere trasparente e vera, è troppo pericoloso. E là, in quel campo, ho avuto la prima lezione di vita." 
Si fece improvvisamente cupa. Dopo il giro per vetrine, si erano infilate nel caldo studio di tatuaggi di Tricks. 
Era ora di lasciare una nuova memoria su quel libro (aveva addosso già tre piccoli disegni), voleva che quella confidenza venisse esorcizzata per sempre.
"Ma non ti vergogni a parlarne qui, davanti a lui?" 
Per Jessie era molto difficile da capire. Non frequentava quei posti perchè non poteva per lavoro rovinare la pelle, certo non si immaginava che assomigliasse a una seduta dallo psicologo... Il suo piccolo simbolo sulla caviglia, lo aveva fatto praticamente per strada, in vacanza con Alan, anni prima. 
"Sei perplessa? Il tatuatore è come un confessore. La gente viene da me quando sta facendo un cambiamento, vuole ricordare un evento o rendere definitivo un sentimento... E alla gente piace parlarne, mentre a me serve per capire a fondo il senso da dare all'immagine."
"Ma pensa... Dove lo fai, Babi?"

"Sulla spalla. Voglio un graffio, la zampata di una tigre che mi assale a tradimento..." spiegò lei, anche a Tricks. Che le consigliò invece:"Se è un brutto ricordo che vuoi superare, non è il caso di rappresentarlo così. Può averti ferita ma ora è passato, non puoi portarne i segni."
Jessie ascoltava col massimo stupore: era un filosofo!
"Per te va bene qualcosa che parli di te, della tua forza, del tuo riscatto. Oppure qualcosa che affermi la tua femminilità. Se la ferita è quello che penso, hai bisogno di esprimere il tuo diritto ad essere bella e seducente senza che gli uomini se ne approfittino..."
"Non so decidermi," disse Barbara sfogliando il librone di soggetti tra cui scegliere "Forse questa rosa?".
E allora Tricks consigliò:"Con una bella rosa rossa non si sbaglia mai, prima però raccontami il fattaccio. Intanto ti ravvivo il nero degli altri che hai, vedo che questo sul braccio è scolorito. Ne hai altri?"
"Si, sono tre in tutto, fatti in giro per il mondo, sai, in vacanza, con le amiche... Quello sulla coscia è proprio brutto."
"Si può correggere, lascia fare a me. E non ti costerà nulla, è la mia strategia di marketing. Chi esce da questo negozio deve avere lo stile Tricks!"

    
Qui niente tatuaggi!!!

E così si conclude anche la puntata numero 15! Ma ripartiamo subito con la 16 :) "Guarire del tutto"

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