lunedì 16 dicembre 2013

Amori - 18. Aspettando il Natale

<< Amori 17 - - - - -Amori 19>>

Per Jessie avere una coinquilina come Lola è molto pesante. Ed è ancora sconvolta per il comportamento disinvolto di Barbara col tatuatore bello e maledetto. Vuole scaricare le tensioni in palestra, dove invece incontra nuovi problemi: cosa vuole questo Francesco?

esclusivo!!!     Hot!!!    ... solo su dreamer passion ...


Racconto a puntate
Amori 18. aspettando il natale


Inverno 2013
Jessie ascoltava un po' di musica nel suo telefono, che la televisione in quella soffitta non c'era.  Due stanze da letto e una cucina, trasformate in camera doppia, atelier e ancora atelier, che tanto mangiavano fuori e il tavolo era bello grande. Il vero problema era il tetto così basso! In alcuni punti appena mezzo metro, e si riusciva a camminare giusto nel mezzo. Per Jessie che era alta costituiva un problema, ma aveva già imparato a stare gobba. Sennò, certe zuccate! Le finestre erano ovviamente basse e piccoline, si salvava la zona pranzo col suo grande abbaino. Dal quale si vedevano le montagne, ora innevate. Per il resto era una soffitta, ben poco abitabile. Il tocco femminile e glamour di Lola l'aveva tuttavia resa gradevole. Nemmeno la musica bastava a rilassarla. Camomilla.

Quanto ci era rimasta male dal comportamento di Barbara! Ma come, vai a farti un tatuaggio e invece ti fai il tatuatore? Non ha senso!!! E non era neanche bello, almeno a Jessie non piaceva. Invece era Barbara ad avere i suoi stessi gusti... quella storia di Alan proprio non le andava giù. Come aveva potuto? E poi quando? Dopo che si erano lasciati o prima? Era una rottura fresca, poteva trattarsi di un incontro precedente. Che nervoso! Ok, lei era stata più che veloce a consolarsi, con mr H. Ma era diverso, lui era l'eccezione che conferma la regola. Lui era l'uomo perfetto, l'uomo a cui pensi quando ascolti canzoni d'amore...  La porta si apriva: era tornata Lola.
"Ho perso un tessuto, Jessie."
"Ma come hai fatto?"
"Non lo so, sarà finito con gli scarti, l'avevo già tagliato..."
Jessie ci pensò un attimo: "Per quel modello è perfetta la stoffa del mio abito da ballo con la doppia gonna. Secondo me basta..."
"Non lo so, servono pezzi interi molto lunghi come il dietro, ma se lo taglio di sbieco, forse... Ehi, ma lo vuoi tagliare davvero?"

"Oh, sì!" e lo prese dallo stander in camera, "Così mi ricorda troppo Alan e le feste alla villa. Non lo voglio buttare, mi rappresenta, sono io. Gli serve un'evoluzione, una trasformazione. Fai la magia."
"Mi lasci una grande responsabilità..." considerò Lola.
"No, dai, realizza il tuo vestito, io sono solo un appendino. La mannequin, eh eh. Vai tranquilla."
"Sono combattuta, Jessie. Stavolta non cucio un vestito per te, devo creare qualcosa che sia in linea con le tendenze del momento, con le richieste del mercato..."
"Giusto, pensiamo al contest, io poi ho già cambiato pelle. E non serve un abito a sottolinearlo."
"Si vede benissimo che sei un'altra. Sei stata via appena un mese ed eccoti qua, fantastica! Mi piace la nuova Jessie. Il tuo sguardo fiero e luminoso darà risalto ad ogni creazione. Incarni perfettamente la donna nuova e indipendente. Forte e sexy, perfetta!"
"Wow, che dichiarazione d'amore! Mi trovi irresistibile?" scherzò la modella. 
Non era un'intuizione del tutto sbagliata...


Comunque la convivenza procedeva bene, Lola cuciva e Jessie provava, e intanto girava la città in cerca di qualche lavoretto, posare per le scatole di intimo, o per i cataloghi di abbigliamento, cosmetici, autoricambi, piastrelle... tanto una bella ragazza va a impreziosire ogni prodotto. Non si trovava molto, però erano soldini. 

Quella sera parlò con la sua coinquilina a proposito di Barbara: "Non la capisco proprio, che tipo è? Siamo amiche per modo di dire, si potrebbe dire conoscenti, diciamo che ci siamo incontrate in palestra anni fa e ogni tanto ci si vedeva. E che ora ci si frequenta di più, perchè le nostre vite da single ora si assomigliano... Però non la conosco, non so com'è. Troppo brava a nascondersi, a non svelare nulla."
"Già, anche a me sembra un tipo particolare... Si vede già da come si veste, sai?" 

Non va mai bene fare pettegolezzi se non si è certi che l'altra se ne starà zitta... fatto sta che aveva questo peso da togliersi. Non aveva parlato di Tricks, quello no. Era un'amica che sapeva mantenere i segreti. Accidenti, Barbara non era proprio come se la aspettava! 

"Se conosci qualcuno ma non lo frequenti, ti fidi della prima impressione e su quella costruisci una tua immagine mentale della persona, come sarà, cosa penserà. Almeno io, Lola, faccio così. Non ci si indovina quasi mai."
"Ma cosa è successo?"
"Niente. No, davvero, niente di che. Solo che su certe questioni abbiamo pareri diversi, modi di fare opposti." Non voleva dire di più, non poteva. "Come va il vestito? Mi fai elegante come Barbara? Quello sì che mi piace, uno stile innato!"

"Innato??? Ma se indossa esattamente la copertina di Vogh o Ell! Quello non è stile, è copiare pari pari."
Sì, ok, poi la lasciò continuare con tutta la spiegazione per cui un capo è di moda e l'altro è fashion, mentre ben altra cosa è il trendy. Cose che a Jessie non erano mai interessate, distinzioni inutili ma fondamentali per gli addetti ai lavori. Quelli puntigliosi come Lola. Beh, almeno aveva evitato di sputtanare Barbara.

Il giorno dopo
E rimuginava ancora su questo, correndo sul tapis roulant, in palestra. Ora sì che le toccava alzarsi presto per usufruire della sua ora di attrezzi, negli orari più scomodi, per avere lo sconto. A Villa Rover c'era un salone adibito a palestra, con sauna e tutti i più innovativi aggeggi, e naturalmente un personal trainer tre volte alla settimana, per imparare ad usarli! Alan la voleva in piena forma e curava molto anche il proprio fisico. Le mancavano certe comodità, certo, ma quando era con lui le mancava l'aria.

Ritrovarsi negli stessi luoghi, seppur momentaneamente, solo fino a Natale e alla conclusione del progetto di Lola, le metteva una grande ansia. Non aveva più visto Alan ma sarebbe successo di incrociarlo in giro... Chissà come aveva preso la fine di quella storia. Non sarebbe tornata con lui, mai. Adesso aveva mr H. ed erano felici insieme. Lui era l'uomo perfetto, il migliore di tutti, il vero amore. Non vedeva l'ora di tornare da lui, a New York. Contava i giorni. Se riusciva a trovare un volo low cost per il weekend, tornava a trovarlo. Voleva fargli una sorpresa. Quanto era felice con quell'uomo...


Ecco, la cyclette era libera, doveva correre a prenderne possesso prima che... "Spiacente, sono stato più veloce." le disse un tipo antipatico. "Ma io ho solo dieci minuti, poi ho finito."ribattè lei. Intanto l'altro, bip bip bip, se la impostava a suo piacimento. "Non mi importa, te ne vai che mi rovini il paesaggio?"

Che nervoso! Se ne andava, sì, restava la bici da spinning, che non la voleva nessuno, troppo impegnativa. Vada per il pedalare in piedi. Ma lo guardava con odio, nello specchio: che stronzo! Non sarebbe nemmeno stato brutto, se fosse stato più gentile. 
Alto, atletico, non più di trent'anni. Con una faccia tosta! Infatti, mentre lei gli passava davanti ignorandolo, per uscire dalla sala, lui le disse:"Comunque mi chiamo Francesco". Lei non si girò neanche, andò a fare la doccia, vestirsi, truccarsi. Ci vuole un po' di tempo a rimettersi in ordine, no? Poi Jessie aveva certi standard di bellezza... Fatto sta che quando esce dallo spogliatoio lui è già lì che la aspetta. Bene, uno stalker!
"Ciao, prendi un caffè con me?" Ancora la sua aria sicura e strafottente, un ordine più che un invito. E le scuse per prima?
"Ok, sarei andata al bar comunque." risponde, con lo stesso tono irritante. Anche lei sa fare l'antipatica.

Francesco ordina solo il suo caffè, poi la guarda compiaciuto, vedendo che ci rimane malissimo. 
"Questo cosa significa?" esplode lei, esasperata. 
"Due bustine di zucchero, caffè forte: ho indovinato?" e spinge la tazzina sul bancone fino al posto di Jessie, appollaiata su uno sgabello. "Lo prendi sempre così..." 
"Sì, è vero, ma come fai a saperlo?"
Rimase sorpresa. Magia? 
"Sono un po' di giorni che ti studio, Jessie."
Ehm, ritornava la cupa ipotesi dello stalker... 

"Frequentiamo la stessa palestra, lo stesso bar e lo stesso supermercato. Era tempo di conoscerci." Dal tono di voce non si capiva cosa volesse dire, che intenzioni avesse. Lei andò alla toilette, per riordinare i pensieri.
"Se mi avesse detto che gli piacevo, anche il gesto di ordinare il caffè per me sarebbe stato carino, dolce! A chi non piacerebbe uno che ti amava in segreto e finalmente trova il coraggio... Ma questo tipo è molto strano, lo sento a pelle, non vuole essere carino. Mi dà i brividi."
Tornò nel bar, e il ragazzo la aspettava in un'altra zona, seduto a un tavolino.


Un divanetto-panca contro il muro, dove è seduto lui, e davanti due sedie, lei fa per spostare la sedia. "No, qui vicino a me". Non sa per quale motivo, ma ubbidisce. Non fa molta differenza, e ha quel guizzo nello sguardo, degli occhi scuri così intensi... Almeno può sottrarsi al suo sguardo scrutatore, se gli sta di fianco.
"Quindi sei qui nel quartiere da poco... Conosco il ragazzo che ti ha affittato la soffitta, gli ho già detto di trovarti una sistemazione migliore." 
"Grazie ma non c'è bisogno..." 
"Ha talmente tante case, quello!" 
Lei era seduta il più lontano possibile da lui, sulla panca, che purtroppo era piccola. Ci arrivava benissimo per abbracciarla. 
"Come stai rigida, che hai? Tranquilla, non sono il lupo cattivo!"
Jessie era pensierosa. Al di fuori della vita protetta di Villa Rover esisteva un mondo pericoloso, di uomini attratti dalla sua bellezza. Già era rimasta shockata dalla storia di Barbara e il tatuatore, ma come era messa questa gente, che si accoppiava come i cani con chiunque! E i sentimenti? 



"A cosa pensi? Mi trovi troppo timido?" e intanto il braccio scendeva lungo la sua schiena e con la mano aperta le toccava il sedere. Ecco spiegato il motivo della scelta di quel divanetto, nessuno vedeva. 
"No, timido proprio non direi! Tieni le mani a posto." seria, perentoria. "Sono fidanzata." 
Adesso si sarebbe fermato, avrebbe capito.
"Falso: non hai incontrato nessuno nell'ultima settimana" disse Francesco. "Perchè lui è a New York!" 
"Certo, e un altro fidanzato è a Singapore, un marito a Budapest... ma smettila."
Acido, sicuro, prepotente. Era così strano, invadente. Come osava parlarle in quel modo e perchè la spiava?

"Ora devo andare, grazie del caffè" pronunciò velocemente, scattando in piedi. "Guarda che non l'ho pagato..." 
Ok, meglio così, meglio non avere debiti. Che chissà questi tipi come lo interpretano il fatto che ti sei fatta offrire un caffè. Pagò. 
Stava uscendo e lui le stava ancora addosso. Si era aggrappato a una spalla, per fermarla e sussurrarle all'orecchio:"Ti fai toccare il culo anche domani?" 
Lei si divincolò e scappò via. Porco bavoso, maniaco.

H. dov'era? Sentiva così tanto la sua mancanza. Le sue braccia che la stringevano, nella grande vasca, mentre guardavano insieme la tv... 
Il suo uomo grande, non vecchio, soltanto grande. Non era affatto vecchio nei suoi discorsi, lui così pieno di idee e di buoni consigli. Sapeva farla sentire amata, diceva sempre la cosa giusta. 
Favoloso, un vero principe azzurro. Solo a pensarlo si eccitava, era incredibile. L'attrazione provava per lui era unica, fortissima, mai desiderato tanto un uomo...Sexy, dolce e caratterialmente perfetto. Sì, voleva vederlo prima di Natale, era troppo brutto vivere lontana da lui.


Paper Artist "Tropical" by dreamer

Curiosità: la classifica delle puntate di Amori
Quale puntata è stata la più letta di tutte? 

LE PUNTATE DI "AMORI"

1. la lettera scarlatta                                              135      
2. la banda del furgone nero                                   116
3la gelosia è...                                                     243                                                                
4. il diavolo veste Lola                                             85
5. cercasi Baby disperatamente                                68
6. attico a New York affittasi                                   92
7. sono tutta tua                                                    178                          
8. esame di coscienza                                             36
9. la vita non è un fumetto                                       29
10. desideri inconfessabili                                        45                                      
11. di prepotenza                                                    17
12. la piramide del Louvre                                        22
13. la tredicesima                                                    30
14. l'alba dei nerd viventi                                          18
15. inchiostro simpatico                                           14
16. guarire del tutto                                                 12
17. sii te stesso                                                        8

<< Amori 17 - - - - -Amori 19>>

Nessun commento: