sabato 28 dicembre 2013

Amori- 1.B Luigi lo voglio io


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oltre alle puntate hot promesse,
 il regalo extra di Natale 2013: le puntate bonus!

Le puntate Hot, identificate da una H, raccontano le parti sexy che avevo saltato;
le puntate Bonus, contrassegnate dalla B, sono vicende di contorno molto interessanti.

Amori 1B. luigi lo voglio io!!!
Eloisa, lo sveliamo subito, era innamorata di Luigi. Prima era stata colpita dalla vaga somiglianza dei loro nomi, poi le era piaciuto l'uomo. Esatto, uomo. Era forse l'unica che lo vedesse così, un uomo con tutte le carte in regola. E nel goffo tentativo di consolarlo, aveva espresso indirettamente il concetto che lui le piaceva. 
Sì, era un giro lungo, un discorso ritorto e complicato, che diceva che la lettera d'amore era una gran cosa e quindi anche lui era un gran pezzo di figo. Beh, nessuno avrebbe capito, non era colpa della poca perspicacia dell'impiegato. Eloisa però non era una che si sbilanciava: aveva già detto anche troppo!

Lui era molto confuso. I comportamenti di Barbara erano contraddittori, teneva il bigliettino rosso, poi lo evitava... Certo, era di fretta e il caffè per la Mattei era una questione improrogabile. Ma sì, di cosa poteva lamentarsi? Era stato un gran giorno. Eloisa era lì per confermarglielo, per darle la conferma. "Ehi, Elo..."
Si girò di scatto, lei, inebriata dalla sua voce. La voce di Luigi che pronunciava il suo nome. Ma quanto è bello sentire il proprio nome uscire dalle labbra dell'amato? Quelle labbra rosee, così carnose, chissà quanto erano morbide... Chissà che soavità un suo bacio.

"...Elo, tu che ci parli sempre, cosa dice la Babi di me?"


Per Marcel - Harry Styles, personaggio di innumerevoli fanfiction, leggi qui.

Ecco, queste sono le frasi che fanno male.
"Dunque, lo sai cosa pensa, te lo urla. Che sei lento nel lavoro, che la stressi con questa relazione inesistente..."
"Questo lo so, ma scherza. Del resto non sarebbe carino mettere in piazza la nostra storia, siamo in un ufficio serio. Voglio che mi racconti quello che ti confida. Dai, fai la brava... Ti prego!"

Idea geniale di Eloisa: riferirgli frasi carine che Barbara non aveva mai detto. Per il gusto di potergliele dire, per vederlo sorridere, felice. E poi alla fine glielo avrebbe confessato, che erano sentimenti suoi. Sì, era un buon modo per poter stare da sola con lui. In mensa, in ascensore, alla chiusura dell'ufficio. Wow che piano diabolico!

"Però lo sai, io e Barbara non siamo grandi amiche..." e lui si rabbuiò in viso. Allora non sapeva niente? "Non ne parla con te, lo sospettavo"
"...No, no, mi dice tutto! La tua fortuna è che, proprio in virtù del fatto che non siamo amiche del cuore, non mi costa niente svelarti questi segreti. Non ho fatto promesse solenni, non violerò nessun accordo di riservatezza!"
"Ah ah, simpatica, dovevi proprio ricordarmelo, eh?" disse lui. Oh, che mitico sorrisetto imbronciato! Si riferivano a un cliente dell'azienda, e all'accordo stipulato con lui. Per distrazione Luigi lo stava per violare, e se Barbara non lo avesse prontamente fermato sarebbe successo un disastro.
"La mia cara Babi, il mio angelo custode!" ricordò Luigi, sognante.
Non era stata una buona idea fargli la battutina. Comunque Eloisa continuò decisa:" Ci sono parecchie cosette che devi sapere, amico mio!"

"Ti va di parlarne stasera alla tavola calda? Mangio fuori che mamma fa il baccalà per cena. Non mi piace proprio! Viene mio fratello e gli cucina il suo piatto preferito, sai com'è."
"Anche io so cucinare molto bene, persino il pesce. Faccio una grigliata spettacolare..."
"E la Babi? Lei sa cucinare?"
Uffa, sempre lei! Pesantino come gioco. "So che sta provando a preparare torte e cupcakes. È la moda, adesso ci provano tutti."
"Uh, che informazione! Allora posso regalarle qualche attrezzo, una teglia, un forno, una pasticceria intera..."
"Che dolce che sei! E non solo per via delle torte e dello zucchero, insomma, sei carino!"
"Se lei lo pensasse! Lo dice di me, lo dice?"
"Che impazienza, dopo ne parliamo." rispose rassicurante Eloisa. Calma, amichevole. Invece l'avrebbe sbranato, così bello e sexy! Se lavorava bene poteva farcela, insinuarsi nella sua vita e nel suo cuore.
-Barbara-

Barbara intanto era scesa al quarto piano per prendere il caffè alla principale. La mega macchinetta era circondata da una ressa di impiegati e lei aveva moltissima fretta. Vestita con il suo tailleur viola in mezzo a gente casual in jeans e maglioncino, spiccava tantissimo e presto si girarono tutti a guardarla. In fila, di fretta e guardata male da tutti: fantastico! Era un salone molto grande quell'ufficio: le scrivanie in mezzo a questo open space. Ai lati minori, due uffici chiusi da vetrate e veneziane. Da uno di questi, incuriosito dall'improvviso silenzio che era piombato nella stanza, uscì il capo del quarto, ossia il responsabile della sezione che curava le ricerche di mercato. "Cos'è questo silenzio?" esclamò. Domanda strana ovunque tranne qui, dove dialogo e brainstorming erano obbligatori.
Tutti, come se ce ne fosse bisogno, si voltarono verso di lei e la indicarono col dito. 
"Qual buon vento la porta quaggiù, signora dei piani alti?" le chiese galante il capo. Barbara sorrise imbarazzata: "Di sopra la macchinetta è rotta. Scusi, non è per me il caffè, ma per la dottoressa Mattei..."
"Oh, la deliziosa Mattei. Caffeinomane, ma di gusti raffinati. Mi ha portato in una torrefazione un giorno..."
"Sì ma c'è modo di avere un caffè in fretta? Era furibonda già dieci minuti fa..."
"Non voglio avere sulla coscienza una così bella ragazza... Ammetto che mi piange il cuore sapendo che sparirà non appena otterrà il suo bicchiere di aromatica bevanda. Viene a cena con me?"
Barbara era molto sorpresa. L'uomo era affabile e la faceva sentire a proprio agio. In più era alto e atletico, due intensi occhi verdi, le tempie appena un po'grigie, ma nel complesso giovanile. 
"Certo, volentieri! Mi chiamo Barbara Riccardi." 
"Jeremy Mac Cloud, di madre italiana e padre scozzese."


"Ok, se si ha un pedigree, meglio mostrarlo!" disse lei, per cortesia.
"Cosa intende? Che sono un cane oppure ho dato una informazione non richiesta, vantandomi per altro?"
"Non mi metta in difficoltà, Jeremy!" lo guardò dritto negli occhi.
"No, non è tipo da cascare in simili trabocchetti. Quello che si dice di lei è meritato: una bellissima donna che sa tenere testa a clienti e fornitori, non ha paura di niente. Ottimo elemento, signorina Riccardi."
"Grazie." rispose fiera e suadente. "L'invito è confermato, dunque? O non sono più il suo tipo?"

"Che ragazza graffiante! La mia agenda mi dà una tremenda notizia, sono libero solo il prossimo venerdì. Sono desolato."
"Questa sera tanto non avrei potuto io, stanotte sono stata male e ho bisogno di dormire..."
"Credo che... Non è per mandarla via ma la fila è stata smaltita e di sopra la stanno aspettando. Mi ha fatto molto piacere conoscerla! Prenda il caffè che intanto cerco un mio biglietto da visita."
Così, con la clemenza del marchingegno che aveva accettato la tessera al primo colpo, Barbara attese davanti alla porta aperta dell'ufficio di Mac Cloud. "Entri! Trovato, non li uso quasi mai, se non in trasferta. Oppure li inseriamo nelle cartelline con i progetti e gli studi... Non le interessa e si sta ustionando la mano col caffè. Guardi, lì ci sono dei tovagliolini. Non è un guanto da forno ma un po' aiuta. Sa cos'è un guanto da forno, vero? Molte donne in carriera odiano cucinare."
"Mi diletto nel cake design, ma preparo anche ottimi primi..."
"Me ne parlerà, devo salutarla...oh, che scortese ma capisce, per non finire nei guai, lei ed io. Ma lo sa che ci sono il triplo di telecamere da quando abbiamo gli stagisti? A presto, Barbara, stringiamoci la mano e..."
Si avvicinò anche a baciarle la guancia: "L'attesa di rivederla sarà una dolce tortura".
"E il biglietto da visita?"
"Giusto, l'ho lasciato dove? Ah, nel cassetto. Tenga. Non ci sono tutti i numeri privati, poi glieli farò avere... Barbara, ciao."
"Ciao, Jeremy."

Andò via veloce, sotto gli sguardi curiosi di tutti, almeno trenta persone che si chiedevano chi accidenti fosse. Lei invece si chiedeva come mai non lo aveva mai visto, il capo ricerche di mercato. Ma soprattutto se faceva così con tutte o era un trattamento speciale. 
Quel comportamento buffo poi, era uno studiato copione in stile finto-impacciato oppure il vero segnale del fatto che lei lo aveva già in pugno? Oh, che carino!!!
Consegnò il caffè alla Mattei che già se lo era fatto portare dal bar all'angolo. 
"Se aspetto te, Barbarella, sono rovinata! Ti sei goduta le chiacchiere con Mac Cloud? E chiudi quella bocca: lo so perchè abbiamo fior di telecamere su ogni piano. E facoltà di vedere i monitor da ogni postazione boss. Ora vattene, hai il contratto del Gelato Fiammetta da stilare. E per favore, prima che parta la campagna in tv, cerca di convincere il titolare a cambiare nome al prodotto!"
"Già fatto, è irremovibile. È il nome della figlia."
"Non poteva battezzarla Ghiacciola, Slavina o Teleferica?"
Quanto non era divertente la Mattei. Era una battuta? Doveva ridere o no? Perchè non c'era lo zio, almeno lui te lo faceva capire quando scherzava. Con l'occhiolino, una pacca sul sedere... "Vado a cercare una soluzione, dottoressa Mattei."
"Quel caffè dal quarto piano portalo via. Se ti va, puoi berlo."
E anche qui si capiva poco se era un tentativo di essere gentile, oppure uno sgradevole 'bestia bevi i miei avanzi'. Il bello di Barbara, che non se la prendeva e non ci stava a pensare su. Nessuno riusciva a farla arrabbiare, sul lavoro. Beh, Luigi era una particolare eccezione.

"Finalmente è tornata, guarda come è bella..." diceva Luigi ad Eloisa. E la seguiva in ammirazione, vicino alla vetrata, che sorseggiava in piedi il caffè. Tolse dalla tasca assieme il messaggio rosso e il biglietto di Jeremy. Lo guardò, era elegantissimo. Il suo nome era in caratteri corsivi e grandi, l'iniziale J in rosso, tutta riccioli. Lo mise dentro alla lettera perchè non si sciupasse, arrotolò bene e, pensando di non essere notata, schioccò un bacio al prezioso bigliettino di Jeremy. E via nella borsetta appesa col giaccone, era un tesoro che non doveva perdere. Tra appunti, scontrini, soldi, tessere, fazzolettini di carta, le tasche erano troppo trafficate.
Tornò vicino ai due tutta raggiante:"Che bella lettera scarlatta! Una J sciccosa! Oggi sono davvero felice..." e poi si sedette con un gran sorriso, gli occhi però solo per il contratto dei gelati.
Arrivata Barbara, si dimenticava di Eloisa. Le mandò un altro bigliettino realizzato al momento: "Finalmente ne saprò di più, sfuggente Dea..."
Quei puntini sembravano fatti apposta per inserirci una bella N. Doveva investigare, comprendere. Era troppo angosciata. Per quanto -stava notando-, in compagnia di quel Jeremy aveva saputo dimenticare tutto. Che magia! Improvvisamente sentiva nascere in sè un piccolo sentimento per quel bell'uomo del quarto piano. Tutte le espressioni facciali legate a questi pensieri, tutte Luigi le pensava rivolte a sé. Non l'aveva vista scrivere sul foglietto (in quel momento Eloisa lo aveva chiamato per dargli un biglietto con il suo numero di casa e la mail personale. "È una mail molto privata, se vuoi mandarmi delle tue foto, dei video..."
"Perchè? Cosa vuoi che ci sia da vedere... Al karaoke faccio pena e anche a giocare a calcio, non è il caso di mandarti i miei video!"

Proprio non voleva capire, Luigi! O faceva il finto tonto? Per la miseria, una donna che ti chiede foto e video che intenzioni ha? Che fotografie, che particolari le interessano?

Beh, comunque, per niente preso dalla conversazione con Eloisa, lui ammirava Barbara sorridente e felice. Come da ragazzini, quando si erano messi insieme. 
Era una giovane donna, splendida, acerba, con le sue forme morbide, il sorriso sconvolgente. Sempre allegra, piena di sogni e progetti pazzi. Non era ancora cinica e cattiva. Gli diceva cose bellissime. Cosa le era successo non lo sapeva, forse doveva solo fare la voce grossa in un mondo di uomini, dimostrare di avere le palle. Ad ogni modo lui aveva un unico obiettivo: farla sorridere di nuovo. Già -lo dimostrava l'espressione di entusiasmo che era scaturita dalla lettura del suo biglietto - ci stava riuscendo. 

E quanto più felice sarebbe stata potendolo stringere a sé, godendo di tutte le sue carezze. Erano piccoli, non c'era mai stato del vero sesso, un rapporto completo. Barbara una sera, dopo una pizzata tra colleghi d'ufficio, complice una birra di troppo, gli aveva confessato che le era sempre rimasta la curiosità. 
"Tu non ti chiedi mai come sarebbe stato? So che è assurdo, però credo che -guarda, la stanza gira!- sarebbe bello provare. Per completezza." 
Quella volta sorreggerla fino a casa era stato divino. Che dolce peso, la sua bella imbambolata! Sul cellulare gli arrivavano i messaggi degli amici:"Stanotte ti diverti. Non ti urlerà di sparire!" "Una occasione irripetibile." Ma no, Luigi la amava e quel momento lo sognava in ben altro modo. La notte magica stava arrivando. Era tremendamente felice.


fine puntata bonus: 1_b             del romanzo amori



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Questo racconto fa parte del percorso tematico Dreamer: dove presento i miei scritti finiti. Rarissimi, perché non finisco quasi niente :)  Mi stufo, ho sempre nuove idee da fermare sulla carta...


Ciao e bacioni dalla vostra blogger


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