mercoledì 1 gennaio 2014

Amori - 19. Come conquistare una donna

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Racconto a puntate
Amori 19. come conquistare una donna

Era ormai Natale, gli ultimi giorni in ufficio. Barbara era molto impegnata per finire le ultime pratiche. 
Non sapeva se fosse peggio consegnare le campagne pubblicitarie per le stagioni successive con le solite spiagge deserte e bianchissime (come era lontana l'estate!!!), o sapere che stava arrivando la tempesta a rovinare tutti i suoi piani vacanzieri. Non sarebbe partita per i tropici, non poteva permetterselo, ma almeno contava di stare fuori, fare foto, girare per mercatini... Bah, forse i telegiornali si sbagliavano. Ma lo diceva anche il miglior sito di previsioni meteo:
"E vai! La tempesta di Natale rovinerà tutte le ferie..."
"I soliti catastrofisti!" commentava Clarissa, una sua collega, "Non mi spaventano, non cambierò di una virgola i miei piani!"

"Dove andrai nelle feste?" le chiese Barbara, senza alzare il naso dalle sue cartelle.
"Fino a capodanno, in montagna. Poi, appena Alberto mi chiederà di sposarlo, penso che sarò troppo occupata nel trasloco e nei preparativi del matrimonio!!!" 
Alzò il naso: che? Clarissa era proprio convinta. Assolutamente sicura che sarebbe andata così. Innamorata persa o soltanto stupida? Molto strana questa nuova ragazza.

Non commentò. "Devo proprio andare. Queste vanno in amministrazione. Sempre che gli stagisti non le perdano! Hai visto che casino con gli storyboard dello spot Bafphone?" 
Barbara scappò via con la borsa portadocumenti ancora slacciata. Non era da lei, la si vedeva sempre pacata e in perfetto ordine. Correre via così non era normale. 
Nessuno se ne accorse, la frenesia delle ultime ore colpiva tutto l'ufficio. Nemmeno Luigi la vide: lui era stato licenziato - e sostituito da Clarissa- da tempo. Da quel giorno della scenata in bagno. 
Però in un certo senso faceva ancora parte dell'atmosfera del piano: il video di quella patetica e ridicola giornata era costantemente sugli schermi dei computer. Al naturale, doppiato, e persino in versione cantata natalizia. 

Barbara aveva preteso (e ottenuto) di essere tolta dal suddetto filmato. In questo modo ripulito non le dava fastidio, anzi ne rideva come gli altri. Le era passata. Sia la preoccupazione per quel Luigi tanto fragile che voleva suicidarsi, che la rabbia per la presa in giro. 
Quello sfigato insopportabile che l'aveva spaventata mille volte con una minaccia falsa: un disperato si fa male, si mette in pericolo... lui aveva solo fatto scena. E Barbara ci era caduta, come una scema. 
La favola del discolo che gridava "al lupo al lupo" e alla fine non gli credeva più nessuno. Luigi si era espresso nel suo modo nerd: una gran varietà di dichiarazioni virtuali (cancellarsi, creare nuovi profili, come se ciò potesse avere un peso), frasi drammatiche e piene di pathos. Quindi era molto difficile capire quali sentimenti ci fossero dietro, quanto soffriva, se soffriva.

"Magari per tante persone quello è il modo, ma io non lo capisco. Avrei preferito parlarci faccia a faccia." si lamentò Barbara, che ancora non aveva fatto la pace con Luigi.
Di un uomo così non sapeva che farne. Cioè, aspettiamo, c'era tutta una lista di elementi a favore, primo di tutti la sua bella presenza. Insomma, preso così, al netto di tutto, nudo e crudo, non era da buttar via. Avrebbe saputo che farne! Stranamente, in certe circostanze, non sembrava così sfigato! Era portato. Ma sì, appena gli fosse passata la smania di suicidarsi, sarebbe andata a dargli una consolatina!
"Quando tornerà lucido, gli dirò che ha una chance."
Barbara lo conosceva da una vita, gli voleva bene, e la loro storia era un continuo lasciarsi e riprendersi. Come si è visto, lui era innamorato e lei no, lo considerava una piacevole parentesi tra una storia e l'altra.
"No, Barbara, non devi illuderlo così." le disse Jessie.


"Poverino, cos'è, un riempitivo quando non hai nessuno?" 
"È un tappabuchi, e li tappa così bene!" se la rideva Barbara. "Questo il discorso tipico: inizia parlando delle sue disgrazie amorose..." "Appunto, poverino!E lascialo stare, sei proprio affamata!" "Fammi finire, Jess! Parte col piagnisteo ma dopo appena mezz'ora te lo ritrovi tra le cosce! Beninteso, non mi dispiace; ma per chiarire il tipo." 
"Li trovi tutti te." 

Ora che Jessie era in città, si vedevano spesso, e per Barbara la loro amicizia era diventata importante. 
Condividere la vicenda di Tricks aveva significato molto. Aveva dato qualche spiegazione (e poi Jessie lo aveva visto, completamente nudo! Era lampante cosa stessero combinando) senza imbarazzo, perché la considerava una vera amica del cuore. Per quanto frequentasse altre persone, tra colleghe, cugine e vecchie compagne di scuola, cominciava a metterla al primo posto. 

Jessie, lo sappiamo, era un tipo più difficile in fatto di amicizie. Mai contenta. Molto esigente. E si trovava meglio con gli uomini.
Ma anche Barbara apprezzava quel genere di rapporto, senza invidie, senza veleno. Le donne sanno essere perfide, e la migliore amica è sempre quella che ti pugnala alle spalle, ti ruba il marito, ti scavalca sul lavoro, ti usa facendo leva sulla solidarietà femminile... Oh, quante fregature aveva preso! Era per questo che si teneva vicino Luigi: era una persona che sapeva ascoltare e dare i migliori consigli. Un rapporto strano.
"Non è una relazione sana. Capisco che non sia il ragazzo fragile che sembra, ma un furbo opportunista; ad ogni modo cosa ci guadagni a tenere in piedi una cosa del genere?" chiedeva ancora Jessie. La quale in partenza non capiva la necessità di avere dei trombamici: se non c'è l'amore, che senso ha?
"Tu non ti senti mai sola? Lui è il mio salvagente, c'è sempre quando ho bisogno" spiegava Barbara. "Ci siamo promessi una cosa in passato, e lui me lo ricorda tutte le volte che lo mando via in modo brusco."
"E cos'era?" chiese Jessie. 
"Ci siamo detti che che ci saremmo sempre consolati a vicenda. Anche in quel senso... Insomma, dopo la nostra brevissima storia, e dopo esserci lasciati, ci siamo accorti che non potevamo fare a meno l'uno dell'altra. Ed è stato così negli anni, quando ho avuto bisogno di affetto mi ha aiutata. Io ho fatto lo stesso per lui."
"Ma mi raccontavi che in ufficio il clima era molto teso, e lo trattavi male..." 
"Jessie, devi capire che io aspettavo la promozione e non potevo certo farmi vedere in atteggiamenti stupidi e affettuosi, non è professionale. Beh, per quello che è servito... lo sai che quel bel posto importante me lo sono giocata lo stesso."
"Lo so, e non è giusto."
"È bastato un errore. Mi sono giocata la carriera il giorno in cui Luigi si è barricato nel bagno urlando che si sarebbe ucciso. Cosa dovevo fare? Amici da una vita, dovevo entrare e salvarlo."
"Era la solita scena, immagino..." azzardò Jessie.


"No, no, lo voleva fare davvero. Ma alla direzione quello spettacolo non è piaciuto per niente, la Killing in particolare ha fatto in modo che a me spettasse la ridicola carica di "manager degli audiovisivi", una definizione che si sono inventati apposta per me! Suona bene, però, come hai visto, ora mi occupo solo di seguire le troupe che realizzano servizi fotografici o spot. Non è un gran posto di responsabilità."
"Che peccato!" commentò Jessie, dispiaciuta. Erano sul divano della soffitta, a guardarsi in dvd un film romantico. Lola era uscita quella sera.
"No, tutto sommato, sbollito il nervoso, ti dirò che mi sono accorta che non è male. Anzi, adesso che ci ho preso la mano, mi piace molto. Si viaggia, si vedono tanti posti e tanta gente. Credo che questa esperienza mi servirà molto e alla fine sul curriculum conterà come una carica di prestigio alla Buy Buy. Perché ovviamente non rimarrò lì per tutta la vita."

"Ma raccontami di Luigi, come funziona la vostra relazione? Mi incuriosisce."
"Niente di strano, un semplice amico con cui fare sesso quando non ho di meglio. Con l'aggiunta del fatto che è un buon ascoltatore, ispira sicurezza. Ti fa sentire bene, a tuo agio. E poi, quando meno te lo aspetti, ti propone un incontro ravvicinato. Non fare quella faccia da 'allora è uguale a tutti gli altri'! Affatto! Lui te lo fa capire in un certo modo, con gentilezza e mai con frasi dirette, così sei libera di cogliere l'allusione se ti va, o di cambiare discorso se non è il caso."
"Però magari si offende e va via... Ne conosco parecchi che lo farebbero."
"Macché! Continua a parlare come niente fosse. E poi comunque ci prova subito la volta dopo." sorrise Barbara. "E' fatto così. Per fortuna è fatto così! Non so come farei se quel giorno che ho voglia mi dicesse di no!!!"
"Se piace a te... Personalmente preferisco uomini più schietti e cristallini, con comportamenti coerenti."
"Non si può avere tutto. E poi nessun uomo è sincero, non ti illudere. Tutti manovrano le donne in un modo o nell'altro, per avere quello che vogliono. Il mio Luigi ha di affascinante questo suo atteggiamento da Dongiovanni, con grandi tattiche, grandi discorsi, ti irretisce, 
fa cadere ogni difesa. Ed è diventato sempre più bravo col tempo, è davvero bravo..."

"Sembra che ti piaccia questo corteggiamento finto e artefatto. Cosa ci trovi di bello?"
"Artefatto significa 'fatto ad arte' e io ammiro ogni scelta di frasi, ogni astuto tranello... Se devi cadere in una trappola, che sia una gran trappola: elegante come una danza, leggera come una carezza. Insomma, il suo sistema mi piace un sacco, dovrebbe brevettarlo, oppure aprire una scuola di seduzione!"

"De gustibus. Semmai lo proverò, ti saprò dire che ne penso." disse Jessie, con un'espressione seria.  L'altra si irrigidì, stava pensando qualcosa di troppo scortese per rispondere... "Ehi, sto scherzando!" chiarì la modella, prima che la situazione degenerasse.
"Ah, sì, lo immaginavo... Cosa ci faresti con mister sfigato?"
Stavolta fu Jessie a cambiare colore, entrando in un pensiero cupo e doloroso. "Mister, come mr H... " pensò. Il suo fantastico Alexander. Quanto le mancava. Quanto ci stava male.
"Cosa hai, Jess? Ho detto qualcosa che ti ha offeso?"
"No, no. Stavo solo ripensando a una persona, un uomo del mio passato, lo chiamavano mr K". 
Non poteva usare il nome giusto, mr H era un soprannome noto nel mondo della moda. Forse poteva vederlo in un giornale, in rete, non si sa mai. Già quello che si era inventata gli assomigliava molto, ma ormai l'aveva detto. "K per Kendall, mr Kendall. Fu una storia brevissima, però ancora mi fa male."
"Accidenti! Tu sei troppo romantica, Jess! Ti innamori di tutti! Proprio non ce la fai a fare una chiavata in amicizia!" la prese in giro Barbara.

"Eh, no. Dovrò imparare, visto che il romanticismo mi fa soffrire così tanto. Tu e Luigi fate benissimo, è un ottimo sistema." E niente, pensava di aver spiegato e si poteva quindi tornare a parlare di questo meraviglioso nerd seduttore.
"Dimmi di questo uomo." Ecco, dannata curiosità femminile. Uffa, doveva mettersi a raccontare. Sì, forse sfogarsi le avrebbe fatto bene.

"Mi sono innamorata come una stupida, una storia impossibile. E sono delusa, arrabbiata, tutto..." iniziò a spiegare.
"Perchè? L'amore non è mai stupido." Sebbene a volte leggera, Barbara aveva una grande considerazione dell'amore.
"Lo so, ma dopo che hai toccato il cielo con un dito, le stelle, tornare a una fredda amicizia ti uccide."
"Per questo con gli ex non scendo mai a compromessi... niente amicizia! Non si mantiene nessun legame, quando è finita è finita!" disse Barbara. Contraddicendosi, dato che era ancora amica di Luigi. O forse non la considerava amicizia? Jessie notò subito la discrepanza e pensò: "Che altro c'è? Se non è amico e nemmeno fidanzato, cosa diavolo è?" Poi fece un sospiro - non doveva impicciarsi - e continuò il racconto.

"E il fatto che tanto era un'utopia dall'inizio non fece alcuna differenza. Lo sapevo benissimo che era una storia senza futuro..."
Anzi una storia che non poteva nemmeno nascere. E invece era successo, non capiva come.

"L'amore è una magia." disse Barbara. Sì, per lei rappresentava un valore grande, anche se non si conservava pura nell'attesa del suo principe. Chi lo fa più, oggigiorno? Chi l'ha mai fatto, se non costretta?
"E' tremendo, non posso più sentire una canzone d'amore, guardare un film romantico... il pensiero va lì. Devo guardare solo cartoni animati, ti rendi conto?" proseguiva Jessie, sempre più arrabbiata e triste, in una parola ferita. "Sono quelle cose in cui ti lasci andare tanto sai che non è pericoloso, che non succede niente... Iniziò tutto per scherzo, era il ragazzo dell'ortofrutta al supermercato. Galante, educato, diceva buongiorno, scambiava qualche parola con me. Niente di che, tipo 'guardi le mele sono in offerta'..."
"Oh, conosco il tipo! Alla bottega sotto casa mia, quel porcone mi dice sempre 'Ehi bellezza, lo vuoi un bel cetriolone?" la fermò l'altra, ridacchiando.

"Babi, ti sbagli. Anche lui aveva una sua arte, come il tuo Luigi. Un modo di fare unico. Mi lanciava delle occhiate calde che mi accarezzavano tutta. Non è stato mai volgare, non mi ha guardato mai il seno o le gambe. Quando conversavamo, erano frasi così semplici e banali che non avrei mai pensato che avessero il potere di fermare il tempo, di annullare tutto il resto e lasciarci soli, io e lui davanti al cestone delle angurie..."
"Ah ah ah! Davvero romantico!" scoppiò a ridere Barbara. E anche Jessie la seguì a ruota, effettivamente era una scena un pochino stupida.

"Cocomeri a parte, mi ha stregata. Pensavo che era brutto - e lo era -, pensavo che era cortese solo perchè lo imponeva il suo lavoro. Però tornavo a casa sconvolta. Tornavo sempre più spesso a fare la spesa, e giravo a vuoto tra le corsie finché non lo vedevo spuntare dal magazzino." Stava raccontando una bugia, era la curiosa vicenda accaduta a una sua amica modella, ma era necessario per non farle capire di che uomo stesse parlando. Le emozioni però erano tutte vere.
"Era solo un luogo della mia routine abituale, non cercavo niente... E invece è successo che ho perso la testa. Era sposato e io stavo con Alan, ma ti giuro che avrei mollato tutto se mi avesse voluta."
"E' il problema di queste cose... si incontrano sempre quelli già occupati."
"No, Babi, come devo dirtelo? Non stavo cercando, in quel periodo con Alan andava benone, ero raggiante, felice... Chi va a pensare che da un giorno all'altro mi scatta sta molla?"
"Davvero strano, in effetti. Mentre posso capire perché lui ti trovasse attraente: le donne soddisfatte dal proprio uomo sono più luminose, più vitali. Non è solo la gravidanza a rendere bella una donna." Barbara si rivelava anche saggia e profonda, in quella serata. Forse Jessie doveva rivalutarla, non era solo una puttanona. "E siete stati insieme, poi?"
"Sì, per un mese appena, anzi no, veramente..." Ecco, la bugia non stava più in piedi, non poteva mica dire di aver tradito Alan. Era stata una brava fidanzata... 
"Quindi, quanto tempo siete stati assieme? Se la vuoi mettere così; io veramente lo intendevo in un altro significato, sai, nel senso di scopare, andare a letto..." 

Non tutto era perduto, e poi era Barbara! Figuriamoci se si stupiva di un tradimento. Ormai la sua ottima condotta di fidanzata non aveva nessunissima importanza, tanto valeva mentire per salvare l'informazione più importante: l'identità di Alexander.
"Certo che abbiamo scopato, io e Kendall, e anche tanto! Poi però si è stancato di me, ed è stata la cosa più amara. Mi sono chiesta per mesi dove avevo sbagliato, cosa potevo fare per rimediare... una tortura."
"E al tuo ragazzo l'hai confessato?"

"Certo che no!" Per forza, non stava più con lui quando visse il mese magico con mr H.
"Hai fatto bene a non dirglielo, visto che era una storiella da niente." 
Qui Jessie voleva ribattere che invece era stato l'unico uomo che aveva mai amato, ma si morse la lingua e fece cadere la conversazione su altro: "Beh, mi è dispiaciuto tanto, ma le storie finiscono. Ma guarda te dove siamo finite parlando del tuo mister sfigato!"
"E' vero! Comunque, tornando a Luigi, non mi dispiacerebbe se tu ti vedessi con lui. E vedersi sempre nel senso di scopare, eh? Lo sai cosa intendo! Cerco magari delle frasi più fini ma il senso è quello, ah ah!"
E Jessie pensava: "Beata lei che vive il sesso con questa gran tranquillità e leggerezza! Sembra quasi un gioco, un divertimento. E forse davvero lo è e io non ho capito niente."
"Allora? Te lo faresti? Non mi scoccerebbe perché tanto lui ha delle storielle ogni tanto, e me le racconta. Non direttamente, però ha il viziaccio - grr, se lo odio quando fa così - di raccontarti, in mezzo alle sue moine e paroline convincenti, cose tipo 'Facciamo qualcosa di fetish, che l'ho provato con un'amica e ci siamo divertiti tanto'."

"Stai scherzando! Dimmi che stai scherzando!" disse Jessie, incredula.
"Eh no. Purtroppo il mio gran seduttore perde punti quando inizia a parlare delle altre. Chissà cosa pensa, di farsi pubblicità?"
"Certo, Barbara, chi meglio di te, che lavori nel marketing, può apprezzare una dichiarazione del genere?!"

"Tu non ti immagini, Jessie: ti dice che è lui piaciuto a tante donne, ma anche cosa - nel dettaglio! - è piaciuto ad ognuna. Cosa, come e quando, e alcuni particolari che sinceramente si potrebbe risparmiare. Non capisce che è la peggior cosa da dire?"
"Lo fanno in tanti, deve essere un difetto di fabbricazione. Si sa che gli uomini sono strani esserini, no? Arrivano a vantarsi perfino con le donne. Alan per fortuna no, anche perché parlavamo così poco... Però in villa non ti dico quante volte ho sentito Sam urlare a Lola: 'Di questo attrezzo qui non si è mai lamentata nessuna! Samantha diceva addirittura che le faceva male, Giorgia non ne aveva mai abbastanza. Vieni qua dal tuo stallone, dai!' Beh, le pareti non erano molto spesse e lui in quei momenti parlava a voce alta, dalla nostra camera si sentiva tutto. Imbarazzante."
"Luigi ad ogni modo non è mai troppo esplicito. Lo perdono, ci si passa sopra. Perchè sono allusioni velate, non mi dice mai cose... Cioè, quel Sam è impressionante. Sinceramente, un discorso del genere farebbe raggelare anche la donna più eccitata." commentò Barbara.
"E' quello che dico anch'io!" esclamò Jessie.
"Almeno Alan sta..." "Alan almeno sta zitto" dissero contemporaneamente. E quella che finì la frase fu Barbara.


 
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Vedi anche la guida al racconto Amori in alto;
l'elenco delle puntate nella colonna a destra;
il riassunto delle prime puntate nella 10.

Grazie di avere letto 
"Amori" di Semprini Nadia

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