venerdì 28 febbraio 2014

New Amori - puntata 14

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Jessie - by dreamer

Jessie correva come una scalmanata sul vialetto del ristorante: “Te l'ho portato, Lola!”
Per un attimo aveva sperato di poter tenere segreta la storia del diario, e di lasciare alle altre il palcoscenico... No, per Jessie la parola “discrezione” non esisteva! 
Beh, no, in realtà la cena era in onore di Bambi e di questo nuovo amore, e l'amica nemmeno lo sapeva del ripensamento. Doveva prendersela solo con se stessa. Lasciò veloce questi pensieri. Indossò il miglior sorriso e: “Eccoti, Jessie, mancavi solo tu! Guarda, è arrivata la tua amica dall'America!”
“Oh, Tessa, sei favolosa! Fatti abbracciare!”
“La mia Jessie! My bitch!!!” esclamò l'amica.
Le altre si guardavano imbarazzate, non sapendo se dare effettivamente quel significato alla parola... chissà, in America...
Bambi e Lola - Mii by dreamer 

Come si dice da voi, puttana?” chiese.
Ecco, dubbi chiariti. Si sentirono tutte libere di fare un sorriso e di continuare le presentazioni.
Sì, Tessa, ma da noi non si usa in modo affettuoso. Piuttosto si dice “stronza”...”
E quindi l'americana stava per rivolgersi in quel modo colloquiale alle altre: “Ehi, come va, s...” ma Jessie le tappò la bocca con la mano e le sussurrò nell'orecchio: ”No, non dire niente, si offendono. Quando mi viene in mente una parola adatta te la dico.”
“Ah, ok, I see. Ciao, ragazze, il mio nome è Tessa, from New York City”
Ciao, sono Lola ma lo sai già, te l'ho detto appena sei arrivata, ma così mi presento anche alle altre.” e con lo sguardo indicò il gruppetto delle amiche di Barbara, che erano rimaste in disparte. “Avanti, venite qui, che entriamo. Ci siamo tutte tranne Barbara, che si sa farà tardi.”
Barbara ed Eloisa - Mii by dreamer

Le tipe si avvicinarono, non troppo entusiaste di essere state lasciate lì dalla collega.
Prima ci invita e poi non si presenta...” brontolò Eloisa. Il proposito di Barbara di arruffianarsele non stava prendendo una bella piega!
No, adesso arriva. Con lei bisogna calcolare sempre mezz'ora di ritardo. Se non avesse dovuto dirlo anche a voi, vi assicuro che le avrei dato un orario diverso! Le avrei detto le 9 e mezza o anche le 9...” cercò di salvarla Lola.

   
Un'idea di che tipo di ristorante ha scelto Lola... romagnolo direi

Arrivò il cameriere ad accoglierle sulla porta: “Buona sera! Quante siete?”
Siamo sette, ma ho prenotato la saletta Tramonti...” spiegò Lola.
Benissimo, seguitemi”. Era un bel ragazzo, alto e magro, moro. Forse troppa barba per un visino dai lineamenti tanto delicati.
Mentre si accomodavano, Jessie gli chiese: “Ci servi tu, vero?”
Mah, veramente...” rispose impacciato il ragazzo.
Di' al capo che abbiamo richiesto espressamente la tua presenza!” continuò. A una così bella ragazza non si poteva negare niente. “Se fa storie mandamelo qui!”
Il ragazzo fece dietrofront per nascondere il rossore, era molto imbarazzato. Chiuse la porta.
Jessie e Simone - Mii by dreamer

“Ma sei scema, Jessie? Facciamoci riconoscere subito!” l'apostrofò Lola.
“Capirai! Per esprimere una preferenza... non siamo in democrazia?”
Ah ah, almeno i camerieri possiamo sceglierli!” disse Carla, cuore votato alla politica.
Non cominciare, tu! Che già in ufficio ci fai una testa così coi partiti e la legge elettorale e il patto di nonsocosa...” la sgridò Eloisa. La più severa del gruppetto.
Rimaneva Gemma, molto timida e sulle sue. Ad ogni battuta rispondeva con un sorriso o uno sguardo di complicità, raramente le si poteva estorcere una frase. Se andava bene, un monosillabo.

Oggi ti sei fermata per gli straordinari, Gemma?” le chiese Carla, per portarla nella mischia. Così accontentava anche Eloisa, che voleva l'ufficio “una dimensione apolitica e apartitica”.
Gemma rispose: “Sì.”
Lola aveva subito capito il problema, invece Jessie non era molto attenta a queste dinamiche che si svolgevano attorno a Gemma, per farla sbloccare un pochino. Classico di una ragazza abituata a stare al centro dell'attenzione e ad ignorare gli altri, tanto più quelli che non facevano nulla per emergere. Si sovrappose quindi dicendo:” Avete visto i cosplayer ieri sera? C'era anche un mio amico!
        
Whattafak - personaggio supereroe by dreamer

E facilmente -chi poteva negare qualcosa a Jessie? - la conversazione virò in quel senso, lei a raccontare del suo amico che si era vestito da Whattafak, e che la giuria l'aveva riempito di complimenti...
Pensate che la giapponese che era in giuria gli ha fatto anche la foto! Sì, lì dal bancone dei giurati, spudoratamente! E infatti poi è arrivato secondo.”
Tu, Jessie, ti sei mai vestita per un cosplay?” le chiese Eloisa, in tono indagatore. A lei non piacevano molto. E se poteva appiccicare una connotazione negativa a quella stangona inarrivabile, era contenta.
Vestirsi da dominatrice vale?Ah ah!” rispose la modella.
Eloisa ci rimase male. Immaginarla in maschera la abbassava di livello, ma chiaramente in quelle vesti ci guadagnava soltanto. Quindi bella e pure con una vita sessuale movimentata... l'invidia la pervadeva, potente. “Scusate devo andare alla toilette”.
Uscì dalla saletta bruscamente, e quasi travolgeva il cameriere – quello richiesto da lei, grrr! - che portava degli assaggini e i menù.
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Arrivata in bagno, si guardò nello specchio pensando: “Ma cosa mi manca? Non mi manca proprio niente! Respira, Eli, respira...” Purtroppo il suo difetto (e maledizione) era il mettersi continuamente in competizione con gli altri, anzi le altre. Con Barbara era una vera guerra, in ufficio, e non solo perché concorrevano per la stessa promozione. E nemmeno l'avesse evocata per magia, eccola comparire lì, nello stesso specchio.
Ciao, Eloisa! Siete già arrivate? Sono passata a rifarmi il trucco che ero con Michele... Ti ho parlato di Michele?”
No.” rispose lapidaria.

“E' un amore, troppo dolce!” continuava l'altra, armeggiando col piccolo beauty case.
Approfittò del momento in cui doveva stare zitta per darsi il rossetto, per scappare da lei e dalla fastidiosa conversazione:“Raggiungo le altre che stiamo per ordinare.”
Eloisa non solo non aveva delle notti trasgressive, non aveva proprio il ragazzo, da più di un anno. Logico che fosse furiosa e invidiosa verso tutte. Cioè, logico proprio no, succede di essere single mentre le amiche sono fidanzate... diciamo che, anche se suona malissimo, era logico nella logica di Eloisa.

   
Nel menù del ristorante... e chi non mangia i carboidrati sta zitta e resta a guardare! 

Quando rientrò nella saletta, il cameriere era seduto al suo posto, per chiacchierare con Jessie: “Scusami...” gli disse algida.
Sì, il tuo posto...” farfugliò lui, e le porse la sedia. Girò intorno alla modella per sedersi dalla parte opposta, sul termosifone.
Davvero, Simone, ti piacciono i manga?” continuava a sedurlo lei.


Eloisa alzò gli occhi al cielo pensando: “Ma tutta la sera così?” Non era una gran prospettiva. 

(ho cercato di sistemarlo, ma in bozza è giusto e invece qui pubblicato mi scrive qualcosa più piccolo, qualcosa più grande... Non si aggiusta mi dispiace...)

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