mercoledì 19 febbraio 2014

New Amori - puntata 2

< Puntata 1 -   Puntata 3 >


Capisci che non è più la stessa?” disse la modella al suo fotografo.
Dannazione, Jessie! Guarda che espressione che ti viene, non possiamo parlare d'altro?” e le si avvicinò mostrandole sullo schermo l'ultimo scatto.
Mi hai detto tu di raccontarti qualcosa...” replicava, imbronciata. 
 Jessie e Lola, come le disegno io - matite colorate e pennarello by dreamer

Stava posando per un catalogo di moda autunno-inverno. Non potendo scoprire il corpo, era molto importante che il viso comunicasse.
Su non cominciare, ok? Sorriso a cento denti o espressione sexy, lo sai. Le altre facce a chi le vendo?” la sgridava il ragazzo.
Va bene così? Cheeeeseeee!!!” iniziava con le smorfie.
Tutti in pausa!” si arrese lui.
La modella si mise l'accappatoio e si fiondò sul tavolo del buffet: croissant ancora caldi e cappuccino. “Perché questa mia amica, Lola...” continuava masticando, “non me la racconta giusta. E c'è anche dell'altro: sta perdendo di vista i suoi obiettivi, diventare una stilista affermata...”


Mangia in fretta che riprendiamo tra cinque minuti.” le disse frettolosa la truccatrice. “Devo sistemarti il rossetto...”

Jessie pensò che la cosa migliore era parlarci di persona. La invitò a prendere un caffè in centro.
Ma come sei dimagrita!” esordì Lola, mentre le dava i consueti tre bacetti sulle guance.
Eh, sì, una nuova dieta...” rispose imbarazzata Jessie. Lo sapeva cosa sarebbe arrivato adesso: siccome lei era una modella, tutti si sentivano in diritto di farle la predica, di dirle che doveva mangiare, che così diventava anoressica...
Invece: “Stai davvero bene, uno schianto! E brava la mia stangona.”
Era molto sorpresa. E tutta l'acidità dove era finita?


(Nuova Zelanda viaggi, pagina facebook)

Perché vedersi al di fuori della rete? Ti sta antipatica?” sorrise Lola accomodandosi sullo sgabello e guardandosi intorno. Dal bancone si aveva una buona visuale su tutto il locale, gremito di giovani all'ora della colazione.
Mi mancava un contatto diretto, il parlare faccia a faccia.” disse Jessie.


Ero abituata ad averti vicino, lì alla Villa... Da quando sono tornata dall'America mi sento così sola!”
Eppure ci sentiamo spesso...” Lola non capiva. Per lei il contatto fisico non era determinante, infatti stava spesso per conto suo. Jessie era diversa, era di quelle persone che ti abbracciano quando ti incontrano, che cercano lo sguardo e amano chi gesticola, è un linguaggio ricco che una frase scritta in fretta non può rendere.
Per me il computer è un mezzo troppo freddo”, cercava di spiegare.
Invece io mi trovo bene, sai che le persone mi intimidiscono, mi vergogno...” ammetteva Lola. “Così mi sento libera di esprimermi, non c'è niente che mi blocca.”
Del resto, in una conversazione lo sguardo è tutto: per prima cosa, vedi se una persona è attenta o distratta, poi noti se ti crede o non ti prende sul serio, se è empatico e prova le tue stesse sensazioni o resta indifferente...”
No, io non arrivo a leggere tutte queste sfumature! Se qualcuno ha lo sguardo su di me, io fisso il pavimento! E' timidezza cronica, forse anche una di quelle patologie nuove, come si chiama già?”
La paura di parlare in pubblico?”
Sì, proprio quella... E sai quante altre fobie avrò! Col mio guru abbiamo un approccio diverso, non convenzionale, per cui non so esattamente di cosa soffro.“
Lola pensava che l'amica sarebbe stata incuriosita dalla faccenda del guru, invece: “Sarà che ormai ho sviluppato un'antipatia verso le macchine che fanno da tramite tra me e la gente. Passo attraverso l'obiettivo e photoshop quando lavoro, passo nella rete per chiacchierare con gli amici... è troppo impersonale!”
Jessie era molto presa dal suo problema, cercava di esporlo con chiarezza perché nonostante tutti i piccoli difetti e le paure, Lola era molto brava quando si trattava di darle dei consigli. Gliene serviva uno adesso, subito. 
Dopo una piccola pausa, mentre Jessie rispondeva a un messaggio,


così il tipo salutava Jessie  - i fake by dreamer

Lola pensò a qualcosa di utile da suggerirle, ma non le venne niente di indicato in mente. Riciclò un discorso del suo guru, adattandolo alla situazione.
Sono d'accordo con te che la tecnologia raffredda la comunicazione, tuttavia non possiamo farne a meno. Fai bene a incontrare gli amici di persona, se ti fa stare meglio. Bisogna essere cultori di un certo epicureismo, cercare il bello e le cose piacevoli... “
Non era Lola, quella. Lavaggio del cervello? Jessie era più preoccupata ad ogni frase che ascoltava.

"Epicureismo? Mi stai facendo paura, Lolita!" cercò di scherzare "Sei diventata profonda!"
"Mai quanto te... ahahahah!" Ecco, ora la riconosceva, sagace, maliziosa, con la battutina pronta. 
"Un giorno voglio conoscerlo, questo guru. Dev'essere un bel tipo!" disse allegra, accingendosi a prelevare lo zucchero dalla zuccheriera di metallo che stava alla sua destra sul bancone.
Non servirti lì, che schifo! Prendi una bustina!” la fermò Lola, in un suo attacco di fobie microbiche e igieniche.
Capirai...” rispose l'altra continuando tranquilla ad addolcire il suo cappuccino. “Qui è pulitissimo, dovevi vedere l'ultimo servizio per i costumi da bagno in Nuova Zelanda! Ci hanno portati in un postaccio che cadeva a pezzi, pieno di insetti...”

___Spoiler: a novembre 2014 esce lo speciale Amori Maori che racconta le avventure di Jessie nella Terra dei Kiwi, del rugby e dei geysers puzzoni!!! ____
Lake Tekapo, New Zealand
(Nuova Zelanda, Lake Tekapo)

No, basta, non voglio sapere!” Era disgustata. 
"Dovevi esserci: certi grilli grossi come quel bombolone!"
"Ma che schifo, Jessie... Adesso non mangerò più bomboloni, grazie!" Era gustosissimo farla soffrire così!
"Perfetto! Così dimagrisci in un attimo. Tu non mangi tanto, sei golosa, è questo che ti frega. O hai cambiato anche questa abitudine?"
"Non resisto alla dolcezza. Sai che intendo."
Certo che lo sapeva, si riferiva a quel suo amico di chat, tanto dolce e tanto carino. Al quale, ammetteva, un pochino si stava affezionando. 

E poi era la zona dei geyser” continuò la modella, che preferiva torturarla e farsi due risate “un tanfo di marcio che non ti dico! Come la mia scarpa, vuoi odorare?”
E si tolse la scarpa col tacco.
"Non oserai!"
"Certo che oserò!" e gliela sventolò davanti.
Hai finito?” scattò bellicosa. "Ci guardano tutti!" 
Le rivolse uno sguardo tagliente, ma le veniva anche da ridere: “Ah, ah, hai ragione, sullo schermo non è così divertente!”
Sì, e dovresti vedere quella vena come ti pulsa quando vai in paranoia! La mia piccola Lolita!!!” e concluse lo scherzo con un abbraccio. E il solletico sui fianchi, che la faceva saltare. “Ahahah! Questo non lo posso fare con la webcam...”

Jessie Mix - illustrazione by dreamer

Un piccolo momento di tregua, c'era voluto un po' di riscaldamento ma ora le due ragazze erano affiatate, col sorriso pronto a esplodere in una risata per ogni cavolata. 

Per esempio osservando il giovane ragazzo che si era bevuto il caffè in piedi al bancone, e che dopo ogni sorso mischiava in modo compulsivo il contenuto della tazzina... 
"Guardalo" sussurrava Jessie.
"Non mi piace" obiettava l'altra.
"No, guarda cosa fa! Fai la disinvolta e girati"

Effettivamente questo tizio faceva questa cosa strana. La trovavano esilarante!
"Jessie, lo ha mischiato ancora"
"Ha finito il caffé... Che mischia a fare?"

Le ragazze non ne potevano più, trattenevano quella risata e si guardavano in faccia, piegandosi su se stesse, nascondendosi il più possibile. Finché per fortuna il tipo guarda l'orologio, vede che è tardi e si scolla dal bancone,  raggiungendo la porta. Giù a ridere, pensavano di scoppiare!
Oddio, ma hai visto?”
E poi, ogni volta, ma da matti! ihih”
"Straordinario! ahah" commentava la modella. "Dovevi fargli il video"
"Io? Perché non l'hai fatto tu?"

Solo che il ragazzo aveva dimenticato le chiavi sul bancone ed era tornato indietro. Che figuraccia... Le guardò interrogativo, erano due sceme che ridevano senza un apparente motivo. Le guardò quasi a dire “mi fate pena, ragazze” e girò i tacchi.
Non ha capito niente, ihih!” esclamò Lola non appena lui ebbe chiuso la porta.
Dai, meglio così. Sennò sai che complessi gli sarebbero venuti. Uno così ne ha abbastanza.”

Jessie era diventata più saggia, da quando viveva da sola. Forse saggia non è la parola giusta, era meno impulsiva, non diceva in faccia ciò che pensava.
"Anche tu sei cambiata, Jessie!"
"Dici?"
"Mi aspettavo che lo affrontassi, dicendogli: 'Sei proprio uno sfigato, sparisci!', e invece te ne sei stata al tuo posto..."
"Probabilmente dovermela cavare da sola mi ha reso più prudente. Non sai mai chi hai di fronte, magari è una persona che in futuro mi potrà servire..."
"Quello lì? Non ha l'aria da persona importante."
"E' un discorso generale, sto attenta in ogni occasione. Non c'è più Alan che rimedia ai miei scatti d'ira, o alle mie frasi scortesi..."

Doveva gestire le persone, farsele amiche, mantenere i rapporti e stare anche attenta ad ogni piccola stranezza o fissa che potessero avere. 
"Prendi il mio fotografo, dove sono stata stamattina: la vecchia me l'avrebbe preso in giro per la sua stempiatura, invece sto zitta. Se ne parla lui, dico che è segno di intelligenza..."
"In poche parole sei diventata ruffiana, giusto?"
"Ruffiana non mi piace, diciamo che cerco di essere gentile, ecco."

Era molto più semplice ai tempi del fidanzamento con Alan, che le faceva anche da agente, però il contatto con la gente non le dispiaceva. Stava imparando molte cose. Anche a trattare con i fan fuori controllo, oppure con i peggiori di tutti, gli stalker.
"Mai troppo gentile però, perché in quel caso si illudono..."
"Ho sentito di una denuncia qualche tempo fa, volevo chiedertelo ma non siamo mai entrate in argomento... è vero che hai avuto a che fare con uno stalker?"
"Sì, ma alla denuncia non è seguito nessun provvedimento, dicono che non l'aveva mai fatto, la madre giura che è un bravo ragazzo, sai come vanno queste cose, sono tutti angioletti!" spiegava innervosita.
"Per questo hai il numero nuovo..."
"Tanto ha avuto anche quello, deve essere amico di qualche mio amico. Se solo scoprissi chi è la talpa..."  
"Mi dispiace veramente. Dovrebbero aiutarti invece di lavarsene le mani!"
"Vibra... C'è un nuovo messaggio del porco. Guarda!"

un nuovo messaggio del tipo  - i fake by dreamer

Ora ti va di venire a casa mia?” disse Jessie. Voleva cambiare discorso, non le andava di ripercorrere tutta la triste vicenda. “E' la catapecchia che si vede nelle videochiamate... anzi quella lì con la crepa è la parete migliore di tutta la casa! Ma a me va bene, è un posticino tutto mio.”
Ma sì, se non ti hanno ucciso le acque putride del Guatemala...” scherzò l'amica, senza tornare sull'argomento stalker. Era vero, da uno sguardo si capiva molto. Nei suoi occhi poteva leggere tutta la triste impotenza di Jessie davanti a quel problema.  

Della Nuova Zelanda! ahah” precisava la mora "Non ti ricordi niente!"
E' uguale. Dicevo, se non si muore per quello schifo, allora io posso anche entrare nella tua topaia.”
Lola, eccoti! Non avevo ancora sentito le tue parole cattive oggi! ahah”
"Ih,ih, ho il risveglio lento, io! Vedrai appena fa effetto il caffè che crudeltà!”

Adriatico - foto by dreamer

Il condominio era a pochi passi dal bar. Erano arrivate al portone, dove Jessie fece l'ultima importante raccomandazione: “La padrona è sempre in casa e ha l'udito fino, quindi trattieniti. Guarda quello che vuoi, prendi appunti, ma ne andiamo a ridere da un'altra parte, ok?”
Va bene, sarà dura ma per te lo posso fare.” disse Lola entrando. Ma accidenti, quante cose avrebbe voluto dire, era una casa terribile! “Dai, Lola, no. Per piacere.”

Arrivate su, dopo sei rampe di scale, la ricerca della chiave dentro la borsetta... “Dai, Lola, tienila tu che io rovisto dentro!” e ci vollero almeno cinque minuti, con tutte le stupidaggini che lei si portava dietro. Trousse per ritoccare il trucco, fumetti, penna e blocchetto, tablet, lettore di ebook, un Tamagochi dai tempi delle guerre puniche... “Sì, è morto, però mi dispiace buttarlo via.”
Finalmente ecco il coniglietto di peluche portachiavi. E le ragazze possono entrare. Intanto suona il telefonino di Jessie, una suoneria orribile e alta. Jessie raccoglie dal muretto tutti gli oggetti che aveva nella borsa, e intanto spiega. 

"L'ho scelta per lui, per lo stalker... Così riconosco le chiamate senza prendere il cell."
"Non rispondi, vero?"
"No, ma tanto di solito fa seguire un lungo messaggio, fa suonare perché vuole che lo guardi immediatamente. Ormai conosco ogni sua mossa."
"E' un maniaco!" gridò Lola. Poi, curiosa in modo viscerale: "Posso leggere?"
"Fai pure, non mi importa niente..." e prese il telefono dalla tasca della giacca, per porgerlo all'amica, ancora suonante. Aprì e visualizzò. 
Il tipo pregustava un incontro con Jessie, immaginava dove si sarebbero visti, quando, e soprattutto che cosa avrebbero fatto. 
"Per niente delicato, il ragazzo! E' sempre così poco romantico?"
"Purtroppo sì, è volgare da fare schifo." rispose la modella, "Non si è smentito, a giudicare dalla tua espressione..."

altro messaggio dello stalker  - i fake by dreamer

"Devi fare qualcosa, Jessie. Bisogna fargliela capire con le cattive adesso."
"Ma cosa posso fare?"

Ehi, non si può sostare sul pianerottolo, disturbate la quiete condominiale!” gridò in extremis la vecchietta del piano di sopra. Una che viveva solo per ascoltare i rumori, e uscire dalla porta (ad innaffiare il suo ficus per esempio) a controllare chi c'era. Le ragazze nemmeno risposero, erano già sufficientemente dentro l'appartamento per poter dichiarare di non aver sentito, quando la signora le avrebbe beccate di nuovo. Tanto non aveva niente da fare, quindi le aspettava al varco.
E quella?” chiese Lola. “E' matta come un cavallo, fuori come un balcone...”

Adriatico - foto by dreamer

Devi capirla, sta sempre da sola. Avrebbe due figli, ma vengono a trovarla solo per Natale, dieci minuti. Come lo so? Poi lei poveretta va avanti a raccontarcelo per mesi, tanto è contenta di quella breve visita.”
Allora cambia tutto. Ma che stronzi però, lasciare una madre da sola, qui, in questo brutto quartiere malsano...”
Che fai, cominci? Ti avevo detto di stare zittina, non esprimerti finché sei qua dentro.”
Ma che noia! Come fai a vivere così? Sei diventata troppo politically correct, sai?”
Beh, ci si abitua, non è poi tremend...” ma vide che Lola stava piangendo.

Come si fa a vivere sempre controllati? Sempre col fiato sul collo!”
Lola guardò in su, con gli occhi velati dalle lacrime, senza più cattiveria. No, non si riferiva a Jessie e ai vicini opprimenti e curiosi. Nemmeno allo stalker che le avvelenava la vita. Era qualcos'altro. 

Fine puntata...


Selfie - Nadia Semprini

Cosa è successo?
La seconda puntata ci ha portato al bar, quello vicino al condominio dove abita Jessie. Chi si trova lì non è importante, lo è come si relazionano le ragazze di fronte a quelle situazioni. Il ragazzo del caffè è molto divertente, e lo sarebbe anche la signora del pianerottolo, se non fosse che Lola sta per scoppiare. A piangere, perché si tiene dentro un malessere evidente. 
E si sente controllata. Jessie lo aveva capito che c'era qualcosa di strano...
Ora dovremo capire se si tratta dei soliti paparazzi che la seguono ovunque, dei suoceri molto pignoli ed esigenti oppure del fidanzato Sam che è geloso. Voi su cosa puntate?


Lola e un ragazzo misterioso - Mii by dreamer

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Stiamo facendo la prima serata di lettura di New Amori! Qui c'è il post dove entriamo in sintonia con questo nuovo mondo. Piano piano, per capire i personaggi e le loro storie! Se seguite più di una fanfiction è normale fare confusione, quindi cerco di aiutarvi. Ed ora torniamo al post della lettura, con i chiarimenti, le domande, i luoghi... >>>

Dreamer secondo Fabs
un avatar davvero accattivante! 
Leggi "Lady Luna"

E se invece volete restare ancora un pochino qui nel mio blog, 
vi consiglio:

Cos'è la nuova versione di Amori
vi spiego tutto per bene...

Fumetti medievali simpatici
su Raffaello Sanzio!

Corso easy di fumetto
qualcosina la so

Supereroi
il mitico Whattafak by dreamer

A presto!!!


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